Storie della domenica

Camillo Pasquali, un sindaco romantico

Fu il primo cittadino eletto di Novara il 26 marzo del 1946 quando ebbero luogo le prime elezioni comunali del dopoguerra

Sono stato fortunato. Ho conosciuto nella mia lunga avventura della vita tutti I 17 Sindaci della città di Novara. Dal comandante partigiano Vincenzo Moscatelli (1945) all’attuale sindaco leghista Alessandro Canelli.

Di ognuno ho un ricordo, un flash, con alcuni ho condiviso e realizzato molte iniziative. Ma il ricordo, commosso, va al primo sindaco eletto di Novara. Spiegazione necessaria: dopo il 25 aprile furono eletti due sindaci, prima Moscatelli, poi il medico dottor Lazzarino, dal CLN, Comitato di Liberazione Nazionale.

Si tornò alla normalità il 26 marzo del 1946 quando ebbero luogo le prime elezioni comunali del dopoguerra. Votarono per la prima volta anche le donne; e qursto fu un avvenimento da non sottovalutare. Quelle elezioni comunali confermarono il successo di tre gruppi politici, il Partito Socialista Italiano, la Democrazia Cristina, il Partito Comunista Italiano. Gli altri partiti ottennero le briciole, non contavano niente.

I seggi del primo consiglio comunale furono così distribuiti: 13 seggi ai socialisti, 13 seggi alla democratici cristiani, 12 seggi ai comunisti. Facile la soluzione per la scelta del sindaco: socialisti e comunisti apparentati optavano per un noto avvocato novarese, Camillo Pasquali, che era stato fra i protagonisti nel periodo caldo fra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945.

Quando fu eletto sindaco Pasquali, che abitava nel borgo San Martino, contava 37 anni. Era considerato una bravissima persona, in privato anche pittore e poeta. Come sindaco ricoprì due volte il delicato incarico, la seconda volta sostituendo il collega e amico Porzio-Giovanola gravemente ammalato.

Camillo Pasquali è ricordato soprattutto per un episodio che qualifica la sua umanità e personalità.

Dunque, I compagni socialisti sono stanchi di vedere il Sindaco Pasquali con un paletot sdrucito e pieno di patacche. Lui fumava il sigaro. Gli regalano un cappotto nuovo e perfetto, un loden, che Pasquali prima non vuole e poi accetta per far contenti i compagni che si erano tassati.

Va dal municipio al negozio “Tadini & Lambertenghi” che si trovava in piazza Cavour. Negozio conosciutissimo, quasi un simbolo del commercio cittadino. Pasquali veste il loden che gli va a pennello, e lascia al negozio il suo vecchio e logoro cappotto.

Mentre ritorna al municipio percorrendo sempre il corso Cavour, sfortunatamente davanti alla chiesa del Monserrato incontra un barbone, un mendicante, che seduto davanti alla chiesa porge il cappello ai passanti. Si vede che è infeddolito perchè indossa una misera giacchetta.

Pasquali si ferma, lo guarda attraverso le sue spesse lenti, si toglie il loden e lo dà al barbone accennando: “Tienilo tu che ne hai più bisogno di me!”. E va a riprendersi il suo storico frusto paletot dal “Tadini”.

Rientra in municipio e vede qualcuno dei suoi compagni socialisti che lo guardano stupiti. “Camillo, ma il paletot nuovo?”. Pasquali flemmatico risponde: “Lui aveva più freddo di me”.

Il primo sindaco eletto di Novara, poi senatore nel 1953. Morto nel 1956 sui banchi del comune dopo un acceso dibattito con gli amici democristiani che allora comandavano la città. Un infarto.

  1. Giorgio Albertinale

    Altri tempi,altri valori,altra idea di politica e di impegno per i cittadini! Oggi si cacciano i questuanti davanti le chiese,con il beneplacitl pure di qualche sacerdote. Povera citta’!

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