Storie della domenica

Benvenuta Treves e le biblioteche popolari

Torinese di nascita ma novarese di adozione, nel 1938 in seguito alle leggi razziali viene allontanata dal “Mossotti” dove insegnava

Una popolarissima insegnante approdata a Novara dopo la Grande Guerra. Benvenuta Treves nasce a Torino nel 1885 da famiglia chiaramente ebrea (padre Treves, madre Lattes), intelligenza straordinaria, laureata in lettere nel 1908, e poi diplomata anche in lingua francese.

Insegna in istituti tecnici di Torino, Vercelli, Aosta finchè vince un concorso per insegnare “lettere” al mitico Istituto Mossotti di Novara, per ragionieri e geometri. Non è sposata e si dedica anima e cuore ai suoi allievi, ma si interessa a fondo anche dei problemi sociali del primo dopoguerra. Diventa la prima direttrice e fondatrice della Biblioteca Popolare che viene organizzata alla Casa Matteotti (che negli anni venti era anche sede dei sindacati).

Sono tempi particolari, quelli che seguono la Grande Guerra. Al comando della città ci sono sindaci socialisti, prima Giulietti poi Bonfantini. La Biblioteca Popolare riscuote molto successo fra la gente ma nel 1921 la stessa Benvenuta deve assistere sgomenta allo scempio di tutti i libri buttati nella piazzetta circostante e poi bruciati da una squadra di fascisti.

Nel 1938, con le leggi razziali, la professoressa Benvenuta Treves viene allontanata dal “Mossotti”; si consola quando molti suoi allievi si recano nella sua casa per lezioni private, tanto hanno stima della loro professoressa.

Durante il periodo della guerra, Treves si nasconde presso amici cambiando spesso ricovero. La comunità ebrea di Novara è modesta, e si conoscono tutti, tuttavia soffre duramente dopo l’8 settembre 1943, quando arrivano a Novara le truppe tedesche.

Il 19 settembre 1943, Benvenuta Treves viene avvisata dall’amico ragionier Muggia che ha saputo da un amico che lavora in Questura di un imminente un rastrellamento degli ebrei novaresi. Treves trova un rifugio sicuro presso un convento di suore, mentre nel pomeriggio fascisti e tedeschi bussano alla sua porta. Ma in casa non c’è nessuno.

Benvenuta verrà a sapere, dopo, dell’arresto dell’invalido di guerra ragionier Giacomo Diena, funzionario alla Banca Popolare. Finirà in un lager tedesco e probabilmente in una camera a gas.

Dopo queste esperienze traumatiche, nel dopoguerra Benvenuta si iscrive al Partito Socialista, allora guidato da personaggi di eccezionale qualità: Pasquali, Bermani, Porzio-Giovanola, Teresina Naratone.

Nelle elezioni comunali del 1956 è eletta consigliere comunale, e poi scelta come assessore all’istruzione e all’assistenza dal sindaco Sandro Bermani. Resterà molti anni nel consiglio comunale, donna dalla grande dirittura morale, punto di riferimento per tutti i cittadini novaresi.

Muore nel 1973, compianta da tutti. Le è stata dedicata una via, traversa di via Galileo Ferraris.

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