Hockey Sport

«Una lacrima e un sorriso per ricordare Stefano Dal Lago 30 anni dopo»

Appuntamento dalle 15.30, sabato 29 settembre, al palasport di viale Kennedy. La giornata è organizzata dalla Polisportiva San Giacomo. L'ex compagno Fabrizio Osenga: "Stefano è stato ed è ancora il simbolo di questo meraviglioso sport"

“Ero il suo primo cambio, ma lui era così bravo che io di scendere in pista potevo solo sognarlo”. A ‘La Voce’ l’ex compagno di squadra Fabrizio Osenga (che i più conoscono con il suo nome d’arte di Fabrizio Poli e per la sua attività attuale di dj in radio e nei locali) ricorda così Stefano Dal Lago, a trent’anni (ieri) dalla scomparsa. Un sorriso misto a tanta malinconia, perché il tempo non ne ha mai cancellato il bellissimo ricordo.

Il 27 settembre 1988, al palasport di viale Kennedy, Novara e Forte dei Marmi si affrontano in una partita di Coppa Italia. A metà tempo Dal Lago crolla a terra e non si rialza più

«Da quel giorno – spiega Osenga – la Novara sportiva ha perso un grande campione e un vero amico. In seguito ho avvertito molta difficoltà a rientrare al palazzetto e mi fa ancora una certa impressione vedere il suo nome scritto sulla targa all’entrata».

Aveva 24 anni Stefano…

«Abbiamo giocato insieme per quattro stagioni dall’84 all’88 in quell’Hockey Novara capace di mettere in fila tre scudetti, altrettante coppe Italia e una Coppa Cers. Ma lo conoscevo da molto prima perché, in quanto coscritti, frequentavamo gli stage nazionali giovanili diretti da Checco Marchesini e Paolo Ragazzi. Lui nel Trissino, io nel Novara. Qualche anno più tardi ci siamo ritrovati compagni di squadra con la maglia azzurra».

Fabrizio Osenga con Stefano Dal Lago

Il nastro del film gira veloce, in un flashback di aneddoti impossibili da dimenticare

«Ce ne sono talmente tanti che non basterebbe una giornata per raccontarli tutti. Stefano era una persona solare, piacevole in compagnia. Ma ugualmente discreto e riservato, quasi introspettivo, in taluni momenti della giornata. Come era in pista così lo si poteva apprezzare fuori. Aveva il dono naturale di saper riconoscere negli altri le doti positive, per poi farle proprie. Succedeva con i compagni di squadra e con gli avversari. Anche da una sconfitta, per esempio, era solito raccoglierne elementi positivi; la analizzava e ne faceva tesoro per migliorarsi in futuro».

Sei, oggi come allora, un apprezzato dj. Stefano ti ha mai dato il ‘cambio’?

«Amava tutti i generi, sempre musica di stile ed eleganza. Certo era un ‘martello’ senza pari nel chiedermi continuamente nuove cassette registrate. Ecco, in quei momenti, diventava un caso unico e non sempre così apprezzabile».

Trent’anni fa, tanti sogni nel cassetto per un giovane di belle speranze

«Oltre all’hockey aveva ben chiari i suoi programmi. Ogni settimana, tra un allenamento e l’altro, era sempre in viaggio. Faceva il rappresentante di preziosi. Un lavoro stabile che gli avrebbe presto consentito di sposare Mara e metter su una bella famiglia».

E la storia del ‘Bundi’, da cosa nasce?

«Il nomignolo gli era stato appioppato fin da ragazzino. Era golosissimo di Buondì Motta, ne andava matto. E non c’era merenda che potesse sostituirlo. Una volta scoperto non se l’è più levato di dosso».

Domani pomeriggio la Polisportiva San Giacomo lo ricorderà nel suo palazzetto con una giornata di grande pathos insieme a tanti amici e giocatori che hanno avuto la fortuna di conoscerlo

«Sì, credo proprio che tutti quanti abbiamo avuto questa grande fortuna. Stefano è il simbolo di chi ha vissuto l’hockey pista in quei meravigliosi e forse irripetibili anni. Di quanti lo hanno amato, tanto quanto lo ha amato lui. Devo dire che non è la prima volta di un’iniziativa del genere, ma non nego che anche domani sarà un giorno speciale per ognuno di noi. Faremo posto alle lacrime, ma pure a un sorriso. Perché Stefano, ne sono certo, avrebbe voluto così».

Domani pomeriggio, al palasport ‘Stefano Dal Lago’, santa messa alle ore 15.30. A seguire due partite giovanili tra Vercelli e Monza (Under 13) e San Giacomo e Monza (Under 15) e alle 19.30 l’ evento clou con una sfida amichevole tra “gli amici di Stefano”. Oltre a Osenga ci saranno Amato, Bernardini, Colamaria, Marzella, Massimo Mariotti, Ortogni, Parasuco, Crudeli, Rollino, Ferrari, Victor Hugo, Maggi, Lodigiani, Barsi, Cupisti, Girardelli, Faccin, Nunes, Milani, Piemontesi, Givoni, Aguzzoli, Ayats, Pujalte , Enric e Joan Torner. L’ingresso è libero per tutti, nessuno può e deve mancare.

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