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Tiziana Cama, il karate che vince nasce da una grande passione

La Voce ha incontrato la neo campionessa Juniores a pochi giorni dalla medaglia d'oro vinta agli Europei di Odense. «Questo successo fa ormai parte del passato, meglio concentrarsi sui prossimi obiettivi. Spero, un giorno non molto lontano, si possa organizzare una gara di grande livello anche qui a Novara»

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E’ datato poco più di una settimana fa il suo nuovo straordinario risultato. Tiziana Cama, 19enne karateka tesserata per il San Sui Kan Novara, ha vinto il titolo europeo Juniores WUKF (categoria 60-65 kg) a Odense. Una medaglia d’oro pesantissima e di grande prestigio. Un po’ perché ottenuta nell’ambito di una kermesse continentale, che ha richiamato sulle pedane danesi la bellezza di 1650 atleti di 48 Federazioni in rappresentanza di ben 24 nazioni, molto di più se si considera che questo exploit non è che l’ultimo, in ordine di tempo, messo in bacheca dopo l’oro conquistato agli Internazionali di Malta, l’argento agli Europei di Verona nel 2014, il doppio oro colto ai Mondiali di Dublino nel 2016 e, per chiudere, ad argento e bronzo vinti ai Mondiali di Dundee lo scorso anno.

 

 

 

Della serie, come giusto che sia in ambito sportivo, meglio non accontentarsi mai

«Sì, sono felicissima. So di aver ottenuto un grande risultato personale. E’ stata un’esperienza molto positiva, dalla cerimonia di apertura fino a quella di chiusura vissuta sul podio. Non sono riuscita a qualificarmi nella gara del giovedì uscendo ai quarti di finale, mi sono rifatta la domenica successiva arrivando fino all’oro»

Una passione per il karate nata da quand’era bambina

«Avevo sette anni e mezzo quando ho iniziato. Mi dedicavo al nuoto, sport che amo tuttora al pari della pallavolo, e giocavo anche a calcio. Una sera, mentre seguivo mio fratello durante gli allenamenti, ho incontrato coach Paolo Pasquarelli. Alla sua proposta di provare col karate ho risposto non uscendo più dalla palestra»

Iniziando con uno sport che, a fronte dei tanti sacrifici, è diventato quasi un ‘lavoro’

«Effettivamente gli allenamenti occupano diverse ore della giornata. Gli impegni sono tanti e serve presentarsi sempre nel miglior stato di forma, altrimenti di strada se ne fa poca perché gli avversari, specie in campo internazionale, sono tutti di altissimo livello. Un lavoro vero, a dir la verità, lo sto cercando. Ho da poco terminato la maturità e l’intenzione era di iscrivermi al corso di fisioterapia all’università per dare continuità agli studi. Quest’anno, purtroppo, non sono riuscita a superare l’esame di ammissione anche perché sono disponibili pochissimi posti. Ci riproverò il prossimo»

Cosa spinge una ragazza a intraprendere uno sport come il karate?

«Nel mio caso una grande passione. Il karate mi permette un confronto continuo con me stessa, mi infonde coraggio e voglia di sfidare anche chi è più grande. Poi la disciplina e il rispetto, due componenti e insegnamenti che sono alla base e che non possono e devono mai mancare»

Lo sa che ha portato in alto il nome della città di Novara a livello europeo?

«Sì me ne sono resa conto subito e mi fa piacere ancora adesso essere arrivata così in alto. In ogni caso, pur trattandosi di una medaglia d’oro europea, credo sia giusto mettersela alle spalle e pensare solo ed esclusivamente agli obiettivi futuri. Il 17 di questo mese c’è l’appuntamento con la Coppa Italia ad Alzano Lombardo poi, a gennaio, la Black Belt Cup sempre nella cittadina bergamasca. Sono due competizioni cui tengo in modo particolare e voglio arrivarci in piena forma»

Come si spiega che a Novara c’è sia sempre poco spazio riservato a manifestazioni di così ampio interesse?

«Credo solo per una questione di mentalità anche se è giusto riconoscere che non è un problema che riguarda solo Novara. In altri paesi europei il karate conta un larghissimo seguito. In Romania, ad esempio, Stato e Federazione riconoscono anche premi in denaro per gli atleti. Qui serve ancora tempo per arrivare a tanto. Ma io non demordo e porto avanti ogni iniziativa per il bene di questo sport. Un giorno spero tanto che si possa organizzare qualcosa di simile anche a Novara. Sarebbe davvero il massimo».

E’ vero che sta ‘studiando’ per diventare allenatore?

«Ho iniziato presto col karate. Da dodici anni frequento un ambiente al quale ho dato tanto ricevendo altrettanto in cambio. Oggi sono una delle veterane della mia società, mi piace seguire i bambini nel loro percorso di crescita e credo molto in quello che possiamo fare insieme. Sono ore di allenamento e confronto estremamente preziosi anche per me, perché è proprio vero il detto che non si finisce mai di imparare»

  1. Avatar
    Flavio sergi

    Onore al merito….ed e vero quanto hai dichiarato lo dimostri a ogni lezione la passione che anche tu metti nei cuccioli,come la mia, che stanno iniziando e una filosofia del karate ma anche un qualcosa che regna in palestra grazie a Paolo ed a campioni come te o che si stanno finendo di formare. Grazie per l’ogoglio e la passione che ci trasmetti.

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