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Riccardo Collodel, dai banchi del “Carlo Alberto” ai campi delle Universiadi

Quattro chiacchiere con una giovane promessa novarese del calcio italiano. Dopo le esperienze nella Primavera del Novara Calcio ora gioca in serie D con il Fiorenzuola

Compirà 19 anni il 10 novembre prossimo. È un novarese doc, nel cassetto un diploma di maturità classica guadagnato sudando sui banchi del Liceo Carlo Alberto di Novara (dove, ricordano i suoi amici, è stato anche rappresentante degli studenti nel Consiglio di Istituto); oggi studia giurisprudenza a Parma.

Insomma, un ragazzo come tanti altri.

Ma lui, Riccardo Collodel nella sua giovane vita è soprattutto un calciatore. Anzi, una “promessa” del calcio italiano.

Dopo molti anni nella Primavera del Novara Calcio, da quest’anno Riccardo ha lasciato i campionati giovanili per cimentarsi per la prima volta in un campionato “vero”. Il Novara, infatti, l’ha ceduto in prestito alla Fiorenzola 1992, che milita nel campionato di serie D.

Come procede – gli chiediamo –  l’ambientamento a Fiorenzuola d’Arda? Come è iniziata la tua esperienza?

Procede molto bene. Siamo in casa qui da un mesetto, abbiamo iniziato la preparazione il 24 Luglio e in casa siamo davvero una bella compagnia. È molto comodo sia per i campi d’allenamento sia per l’università a Parma dove studio giurisprudenza. Mi sto trovando decisamente bene e anche il campionato è iniziato ottimamente.

Passare da un campionato di categoria giovanile a un campionato senza limiti d’età porta grandi cambiamenti ?

Decisamente. Si sente parecchio la differenza. Non tanto sotto il profilo tecnico  ma più che altro sotto quello fisico e caratteriale. È un campionato dove ogni singolo dettaglio conta molto. Si gioca per qualcosa e questo porta grande differenza rispetto a un campionato giovanile. Qualche anno fa sottovalutavo un campionato come quello di serie D ma ora vivendolo in prima persona ammetto che è un campionato rispettabilissimo e di alto livello.

Quest’estate hai giocato con la nazionale universitaria nella XXIX edizione delle Universiadi svolte a Taiwan? Come è andata questa esperienza sia da un punto di vista sportivo sia da un punto di vista più umano?

È stata una bellissima esperienza. Siamo partiti con un pre-ritiro a inizio Agosto e il 14 Agosto siamo andati in Taiwan. Abbiamo ottenuto un quinto posto uscendo con la vincitrice della competizione, il Giappone, ai quarti di finale quindi da un punto sportivo poteva andare meglio. Aldilà del risultato però è stata proprio una esperienza umanamente parlando molto bella in cui sono entrato in contatto con tantissimi altri ragazzi di altre nazioni e di altri sport.

Negli anni che hai vissuto al Novara calcio c’è una persona, un giocatore o un allenatore che ti è stato particolarmente vicino e che con la sua esperienza ti ha aiutato a crescere? 

Tra i giocatori in primis Buzzegoli e Gonzalez che mi sono stati molto vicini e mi hanno aiutato molto negli allenamenti in prima squadra. Aggiungo anche Faragò. Come allenatore direi Terni che mi ha allenato quand’ero nella categoria allievi. Con lui sono migliorato davvero tanto e l’anno con lui è stato l’anno in cui ho fatto dei passi di crescita molto importanti. È stato l’anno in cui abbiamo anche vinto lo scudetto Lega Pro.

Se potessi scegliere un allenatore dal quale essere allenato, chi sceglieresti? E c’è un giocatore a cui ti ispiri?

Senza dubbio Guardiola mentre rimanendo nel calcio italiano scelgo Maurizio Sarri. Come calciatore Pirlo forse sarebbe troppo azzardato perché è troppo grande per me, però se devo sceglierne uno scelgo senza dubbio lui.

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