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Lavagna tattica di Novara Pescara 1-1

Un Novara dai due volti ottiene un punto importante per tenere distante ancora un punto la zona play out ma non decisivo in ottica salvezza

Di Carlo rivoluziona la formazione negli undici titolari schierando un 4-4-2 in cui ritorna Maniero dal primo minuto, Di Mariano esterno sinistro di centrocampo e Chiosa quarto sinistro di difesa. Il Pescara, che da un mese vede seduto sulla panchina Pillon, invece è schierato con il 4-3-3 d’ordinanza.

Gli Azzurri fanno vedere fin da subito le proprie intenzioni ossia giocare una partita aggressiva e tenere il baricentro più alto possibile. Per conseguire tale scopo viene adottato un pressing molto alto con marcature fortemente orientate sull’uomo che si dimostra tutto sommato armonico e funzionale a stroncare sul nascere o comunque mettere in difficoltà la circolazione bassa abruzzese. In fase di possesso palla la squadra di mister Di Carlo cerca di sfruttare il più possibile il lavoro di sponda di Maniero per recuperare le conseguenti seconde palle e le doti tecniche in dribbling di Sansone. In fase di impostazione gli abruzzesi invece cercano di ragionare palla a terra con l’abbassamento talvolta di uno dei centrocampisti sulla linea dei difensori (la cosiddetta salida lavolpiana) e sfruttare i triangoli sulle fasce. È il Novara a fare la partita, a tenere il pallone e a creare le occasioni più pericolose con Sansone e Sciaduone per poi ottenere il vantaggio alla mezz’ora con Moscati dopo ancora un’ottima azione di Sansone. Un gol però agli azzurri sta stretto e i ragazzi di Di Carlo ne sono consapevoli tanto che cercano nel quarto d’ora successivo di ottenere il raddoppio. La paura è quella che un gol possa non essere sufficiente, come già capitato altre volte in campionato. Il Pescara regge l’urto e si va sotto gli spogliatoi con un 1-0 che sa di forte rammarico per le occasioni sprecate. Il Novara, però, molto probabilmente ha dato tutto in questo primo tempo, è andato sovraritmo e infatti la squadra che scende in campo nella ripresa non è la stessa: baricentro molto più basso, pressing pressoché nullo, aggressività sui giocatori avversari dimezzata, nessuna seconda palla recuperata e contrasti/rimpalli quasi tutti persi. Gli azzurri sembrano patire molto fisicamente e anche psicologicamente l’approccio non è quello di una squadra pronta a dare tutto per conservare il vantaggio. È così che il Pescara fin da subito tiene il pallino del gioco in mano, dimostra una netta supremazia territoriale e nei primi sette minuti crea due importanti occasioni, di cui una tramutata in rete. Due minuti dopo gli abruzzesi vanno vicini a un clamoroso raddoppio ma il palo salva il Novara che per il resto del secondo si dimostra scarico e si ritrova costretto a difendere e soffrire. A differenza di altri match quest’anno però la squadra di casa non crolla e riesce quantomeno a portare il pareggio a casa, a differenza per esempio di quanto accaduto col Venezia.

Un Novara dai due volti ottiene un punto importante per tenere distante ancora un punto la zona play out ma non decisivo in ottica salvezza. Probabilmente ci si giocherà tutto al Piola all’ultima giornata contro l’Entella. Prima però tappa a Perugia.

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