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La “lavagna tattica” di Novara-Ascoli 1-2

L'analisi della sconfitta che è costata la panchina a mister Corini: una squadra svogliata e in stato confusionale

In quella che sarà la sua ultima partita sulla panchina azzurra Corini schiera i suoi col 3-5-2 in cui spicca Puscas, subito titolare a fianco a Maniero. L’Ascoli risponde con un modulo speculare in cui risultano sfalsate le linee dei due attaccanti. Si tratta quindi di un 3-5-1-1. Il Novara in fase difensiva tenta di esercitare un pressing abbastanza aggressivo solo quando l’Ascoli perde metri; altrimenti cerca di chiudere l’impostazione avversaria sull’esterno al fine di impedire passaggi al centro e combinazioni sulla fascia. Il problema del pressing novarese è l’eccessivo spazio lasciato tra centrocampo e difesa all’interno del quale l’Ascoli può giostrare al meglio. Da un punto di vista offensivo invece gli Azzurri si dimostrano quasi totalmente senza idee come testimoniano i continui passaggi tra i tre centrali difensivi per poi ricercare un suggerimento quasi casuale in avanti. Gli avversari invece tentano di offendere soprattutto attraverso dei rombi che si formano sugli esterni soprattutto grazie all’abbassamento della seconda punta Monachello. Le due squadre, come d’altronde la posizione in classifica poteva far supporre, non regalano un gran calcio e la partita scorre abbastanza equilibrata. Evidente comunque la poca grinta e aggressività con cui il Novara scende in campo. Tutti e tre i gol arrivano alla mezz’ora: al minuto 28 il Novara si porta in vantaggio in maniera tutto sommato casuale attraverso un cross proveniente dalla sinistra. Gli azzurri però come già dimostrato in altri match non hanno una gran tenuta mentale  e nel giro di 6 minuti subiscono prima il pareggio e poi il gol del raddoppio. Entrambe le realizzazioni avversarie sono sintomatiche della poca cattiveria della squadra e quindi anche, molto probabilmente, della distanza tra allenatore e giocatori.  Ecco che un Novara poco convinto, disattento, quasi demotivato torna negli spogliatoi in svantaggio. A inizio secondo tempo Corini inserisce Orlandi per Casarini in modo da aumentare la qualità in termini di impostazione e regia.

Il Novara denota subito un atteggiamento maggiormente offensivo fin dalle prime battute: baricentro più alto, maggior possesso palla, ma la squadra di casa incappa nel limite già evidenziato in tutto il campionato ossia la mancanza di idee e una pressochè totale sterilità. Solo cross o tiri da lontano riescono a impensierire la difesa avversaria. Infatti nonostante il risultato è l’Ascoli a creare il primo pericolo al minuto 8 in un’azione che evidenza un’imbarazzante staticità della difesa. Al minuto 13 della ripresa Corini inserisce Sansone al posto di Chiosa per tenere un atteggiamento più offensivo e il modulo dal 3-5-2 passa al 4-3-3. Il Novara si rende pericoloso solo su contropiede intorno al minuto 15 colpendo la traversa. Per il resto del tempo ci prova senza nemmeno troppa convinzione e la sconfitta arriva inesorabile.

Dopo un intero girone di andata e qualche match di quello di ritorno la squadra non ha evidenziato miglioramenti dal punto di vista del gioco e tantomeno nei risultati. Inoltre la mancanza di grinta rende necessario l’avvicendamento sulla panchina nella speranza di risultati positivi nei prossimi match. L’incubo playout è a un passo.

 

Photocredit: www.novaracalcio.com

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