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La lavagna tattica di Novara – Albissola 0-1

La rubrica di analisi tecnica delle partite degli azzurri. Una sconfitta che preoccupa sul piano del gioco e dell'atteggiamento

Per lo scontro contro l’Albissola Mister Viali opta per un 4-3-2-1  nei principi di gioco molto simile al 4-3-1-2 visto prevalentemente all’inizio della stagione. Cattaneo ricopre l’inedito ruolo di mezz’ala sinistra a centrocampo mentre Manconi e Stoppa si muovono a supporto di Eusepi.  La squadra ospite si schiera invece con un 4-3-3  che diventa 4-5-1 in fase di non possesso. La nota nuova da un punto di vista tattico risiede nella fase di possesso dove Tartaglia rimane basso mentre Cinaglia alza la sua posizione fino a raggiungere la linea dei centrocampisti. Di fatto, quindi in fase di possesso, si osserva una difesa a 3 che garantisce una circolazione bassa piuttosto sicura del pallone.  Nei primi 25 minuti il Novara riesce a tenere di più il pallone senza però creare occasioni troppo pericolose salvo il tiro alto di Bianchi da buona posizione al terzo minuto. Al minuto 16 il Novara ha una gigantesca occasione per passare in vantaggio con un rigore guadagnato da Eusepi il quale si incarica della battuta: la palla si stampa sul palo e sul capovolgimento di fronte l’Albissola trova il vantaggio in contropiede. Al minuto 25 i due allenatore si trovano costretti a modificare il loro piano tattico a causa della duplice espulsione che lascia entrambe le squadre in dieci uomini. Entrambi gli allenatori adottano di fatti un 4-3-2 anche se il Novara continua a mantenere la peculiarità della difesa a 3 in fase di impostazione.  Il match in seguito alla duplice espulsione procede molto nervosa con un Novara che preme ma senza pungere mentre l’Albissola  si difende con ordine e non rinuncia, quando può, a rendersi pericolosa sfruttando lo spazio tra centrocampo e difesa.  Un primo tempo ampiamente deludente vede le due squadre tornare negli spogliatoi sul risultato di 0-1. Viali cerca di spronare i suoi fin dall’inizio della seconda frazione anche grazie ai cambi: dentro Mallamo e Cacia per Stoppa e Sbraga passando a un 3-4-2.  La musica però non cambia per l’intera durata del secondo tempo perché persiste la sterilità offensiva degli azzurri e sono gli ospiti ad andare maggiormente vicini al raddoppio in contropiede. Il risultato è lo specchio di una prestazione decisamente sottotono che fa sorgere dei dubbi sulla qualità di questa squadra. Ciò che preoccupa maggiormente però è l’atteggiamento e le teste basse che si sono potute osservare appena preso il gol dello svantaggio.

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