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La lavagna tattica di Bari – Novara 1-1

L'analisi tecnica "a bocce ferme" della partita del Novara. Dopo un primo tempo giocato con determinazione gli Azzurri riescono a essere più cinici dell’avversario ma la salvezza è ancora tutta da conquistare

Di Carlo cambia ancora uomini rispetto alla disfatta interna contro la Ternana e, confermata la difesa a 4 con Dickmann terzino in luogo di golubovic il trio davanti è composto da Moscati, Sansone e il titolarissimo Puscas. Il Bari di Grosso invece gioca con il consueto 4-3-3. Fin dai primi minuti è possibile comprendere la posizione del trio offensivo azzurro che vede Moscati trequartista operare alle spalle di Sansone e Puscas. Le prime fasi di gioco permettono anche di individuare i piani gara delle due squadre: il Bari cerca di costruire l’azione sulle fasce sfruttando i problemi in ampiezza che il 4-3-1-2 genera non abbandonando mai la circolazione bassa del pallone a costo di prendersi qualche rischio sul pressing avversario; gli azzurri adottano invece un atteggiamento più fisico e battagliero, come testimoniano i tre falli commessi nei primi tre minuti, che si basa su un pressing alto orientato sull’uomo. In fase di possesso la squadra ospite non ragiona molto col pallone preferendo verticalizzare subito per Moscati o Sansone alla ricerca di un loro spunto per consolidare il possesso nella metà campo avversaria. In questo contesto tattico la partita scorre via equilibrata con un Novara estremamente diligente, attento e concentrato in fase difensiva che concede poco o nulla alle armi offensive del Bari. Nella trequarti avversaria però gli azzurri difettano in precisione e freddezza sbagliando spesso l’ultimo passaggio o anche l’esecuzione di calci piazzati potenzialmente pericolosi. Allo scadere del primo tempo il Novara si porta in vantaggio grazie a un’ingenuità barese ben sfruttata da Calderoni, palla poi a Puscas il quale a tu per tu con l’estremo difensore non sbaglia.

Finalmente dopo un primo tempo giocato con determinazione il Novara riesce a essere più cinico dell’avversario e a chiudere la prima frazione in vantaggio.

A differenza di altri match, come per esempio col Palermo, gli azzurri scendono in campo con l’approccio giusto anche nel secondo tempo, pronti a reggere l’urto di un Bari che inevitabilmente avrebbe cercato di spingere di più. Di fatti gli uomini di Di Carlo vanno vicini al raddoppio in due circostanze al minuto numero 9 grazie a un pressing ben organizzato e ancora alto, testimonianza di una squadra che non vuole solo difendersi. Il Bari, visto che il possesso palla ragionato si è dimostrato troppo sterile, inizia a ragionare meno col pallone e tenta qualche verticalizzazione rischiosa in più. Al minuto 14 Grosso inserisce Floro Flores per Kozak ed è proprio l’ex Udinese a trovare il pareggio poco dopo il quarto d’ora da calcio piazzato. Pessima è stata però la gestione del pallone da parte dei novaresi poco prima. Da questo momento è il Bari a fare la partita e il Novara si accontenta di giocare solo di rimessa ed è proprio in quest’ottica che Di Carlo inserisce Di Mariano per Sansone. Nonostante alcune buone occasioni per parte il risultato non muta e il Novara torna a casa con un punto prezioso che gli permette di essere ancora fuori dalla zona playout. La salvezza è ancora tutta da conquistare.

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