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La lavagna tattica di Cittadella-Novara 1-3

Analizziamo gli aspetti tecnici della vittoria degli azzurri per la prima volta guidati dal nuovo allenatore Di Carlo

È il primo match del neo allenatore Di Carlo e già dal punto di vista tattico è possibile osservare una soluzione inedita rispetto ai mesi a guida Corini: il 3-4-1-2 con Moscati trequartista. Figurano come ulteriori novità Sansone titolare e la coppia Ronaldo – Casarini nel duo di centrocampo. Il Cittadella risponde con un 4-3-1-2. Questa nuova disposizione tattica del Novara prevede l’assenza di un regista fisso (si alternano a seconda della posizione del pallone Ronaldo e Casarini), l’importanza di Moscati che ha il compito di oscillare dietro le punte dettando le linee di passaggio per imbastire l’azione e una maggiore verticalità per una manovra quindi molto meno piatta. In particolare tale modulo esalta l’intelligenza, la visione e le qualità tecniche di Moscati, il vero giocatore chiave in questo match. Essendo una disposizione parzialmente nuova non risultano perfettamente oliati i meccanismi difensivi in quanto la posizione più alta di Moscati non viene perfettamente assorbita dalle restanti componenti della mediana. La conseguenza è una copertura non eccelsa degli spazi a centrocampo che però non vengono sfruttati dal Cittadella.

In fase di non possesso il Novara persevera in un pressing abbastanza alto orientato sull’uomo appena la squadra avversaria perde metri. In fase offensiva invece, oltre agli aspetti già delineati, il Novara tenta di sfruttare l’ampiezza concessa dal modulo avversario poiché il 4-3-1-2 è un modulo che copre bene il centro ma male le fasce. Alternativamente gli azzurri cercano di ripartire subito in contropiede appena recuperata la palla.

Nel primo tempo la squadra ospite si dimostra motivata, concentrata e con un buon piglio, complice una disposizione tattica che la rende più pericolosa. Al minuto 10 arriva il vantaggio. Nei minuti seguenti il Cittadella prende il pallino del gioco e va più volte vicino al pareggio che arriva solo al minuto 43.

Il secondo tempo inizia con gli stessi 22 che hanno chiuso il primo tempo e si dimostra molto equilibrato nei primi 10 minuti con entrambe le squadre che cercano di offendere senza concedere troppo. Il Novara, però, per una volta, è più cinico e al minuto 55 trova il gol del vantaggio su angolo. Ancora Puscas. Anche da questi gol si evince una squadra più concentrata, presente e motivata. Nonostante il vantaggio il Novara, a differenza di quanto accaduto in partite precedenti, non abbassa il suo baricentro ma cerca di rendersi pericolosa e chiude in contropiede nel recupero sempre con Puscas.

Il cambio di guida tecnica dà i suoi frutti sia da un punto di vista tattico sia psicologico. La speranza è che questo progetto prosegua con continuità in fiducia e nei risultati in questa parte finale di stagione e che, magari, possa proseguire anche la stagione prossima. Per questo però c’è tempo, ora bisogna conquistare la salvezza.

Photocredit: www.novaracalcio.com

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