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«I ragazzi “difficili” si possono recuperare. Noi lo facciamo»

Sono tante le esperienze di impegno marcatamente educativo delle società sportive. Un esempio singolare è il progetto RP Formazione e Sviluppo dell'Asd Albonese, piccolo centro lomellino al confine con il novarese. Il team manager Marco Comuzzi. «Ogni ragazzo riportato nel gruppo vale quanto la vittoria di un campionato»

La discussa vicenda che ha coinvolto la squadra Under 17 dell’Academy Novara ha presto varcato i confini provinciali diventando emblematica, pure a livello nazionale. I servizi che il nostro giornale ha dedicato al’argomento hanno suscitato un vero e proprio dibattito nel mondo sportivo. E così accanto agli interrogativi, ai dubbi e alle domande, stanno emergendo tante esperienze che in modalità diverse, si sono trovate ad affrontare il problema.

Un esempio interessante in questo senso ci è stato raccontato da Marco Comuzzi, team manager dell’Asd Albonese., che dopo aver letto gli articoli sul “caso ” Academy, ha contattato la nostra redazione. LLa società lomellina, unica realtà sportiva in zona, sta portando avanti da qualche tempo un progetto denominato RP Formazione e Sviluppo riservato sia ai ragazzi delle due squadre Pulcini e Giovanissimi che alle famiglie. “Voglio precisare – chiarisce Comuzzi – che il mio intervento non ha lo scopo di portar via alcun ragazzo da Academy Novara quanto piuttosto rendere nota la bontà di questo progetto che utilizza lo sport come utile veicolo per trattare e provare a risolvere argomenti più importanti”.

Di cosa si tratta?

“Ogni settimana – spiega Comuzzi – l’Asd Albonese mette a disposizione un vero e proprio corso di formazione grazie alle linee guida dettate dall’esperienza di Rocco Persampieri, esperto in formazione sportiva, formazione del carattere e mediazione di conflitti.  Dunque un progetto tecnico-formativo, strettamente legato alla disciplina del carattere con sessioni teoriche e pratiche che lavorano sull’aspetto del carattere dei ragazzi e pure dei genitori che, in separata sede, ne seguono uno a loro dedicato. In sintesi funziona così: c’è stato un problema, possiamo risolverlo o quanto meno provarci”.

Il tutto nell’interesse dei giovani e delle rispettive famiglie

“I test che facciamo – continua Comuzzi – servono a delineare il carattere di ogni singolo. E’ un servizio molto importante che tutti i trenta ragazzi delle nostre due squadre seguono con profitto. A noi non interessa vincere per il solo gusto di portarci a casa un trofeo, ci piace farlo nella maniera giusta formando i giovani di oggi in uomini veri di domani”.

L’assessore allo sport Marina Chiarelli ha parlato di fallimento educativo, lei cosa ne pensa?

“Sono d’accordo. I ragazzi devono essere messi al primo posto e, quando ve n’è la necessità, si deve provvedere a recuperarlo in ogni modo. Un ragazzo ‘salvato’ equivale alla vittoria di un campionato”.

Come è possibile provare il vostro progetto RP?

“Le nostre porte sono aperte – conclude Comuzzi – a tutti i ragazzi, anche quelli di Academy, che volessero intervenire. Il nostro invito, torno a ripetere per non generare spiacevoli fraintendimenti, non mira in alcun’altra direzione che non sia quella di intendere lo sport come positivo veicolo di crescita. Fatto il corso i ragazzi di Novara sono liberi di andare a giocare dove vorranno”.

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