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Ersid Pllumbaj, quando il vizio del gol cambia la vita

Dall'Albania all'Italia, solo andata. L'ex giovanili del Novara Calcio è ora a un passo dal calcio professionistico dopo una lunga gavetta tra i dilettanti. Con un sogno ben preciso: "Indossare la maglia azzurra di questa città che mi ha accolto a braccia aperte"

Un’avventura che parte da lontano. Quella di un ragazzo con uno smisurato amore per il calcio, ben sistemato sopra gli indumenti messi in valigia prima di un lungo viaggio. E’ il 2002 quando Ersid Pllumbaj, oggi 29enne, varca i confini natii, seguendo i passi di mamma e sorella. Dall’Albania all’Italia, punto d’arrivo Novara. In città, la vista dei campi per giocare a pallone fa scoccare la scintilla. Ci vuol poco a dar fuoco alle polveri di una irrefrenabile passione. Così è deciso, sarà il calcio il suo destino.

Dopo i primi anni trascorsi allo Sparta diventa ben presto l’attaccante col fiuto del gol che fa gola a molti, fin da giovanissimo. Il Novara lo nota, lo segue e lo aggrega alla sua formazione Berretti. Ersid gioca un girone di ritorno meritevole delle prime pagine, il suo nome circola a grande velocità scritto sui notes di molti talent scout. Arriva fino all’Inter che poi, per non meglio precisati motivi, vira su altri prospetti. Lui, però, continua a giocare. Nelle giovanili azzurre segna e fa segnare, si merita qualche allenamento con la prima squadra allora allenata da Jack Gattuso. A fine stagione la fortuna gli volta le spalle. Uscito dalla Berretti non ottiene la conferma e decide di tentar fortuna altrove. Il resto lo racconta lui.

“Avevo tante offerte in Eccellenza e Promozione ma, a quei livelli, mi era chiaro sarebbe stato difficile vivere di calcio. Altrettanto chiaro, però, era il fatto che giocare fosse la cosa che mi riusciva meglio e più mi piaceva. Firmo per il Momo, in Promozione, l’anno successivo passo al Cerano dove, sempre nella stessa categoria, metto a segno 16 goal”. Ma non basta per il tanto atteso salto di qualità perché “la stagione successiva salgo in Eccellenza al Borgopal ma non trovo molto spazio segnando e cambio nuovamente aria scenendo di nuovo in Promozione al Gattinara”. Qui sembra arrivare la svolta. In due anni segna 30 reti,  vince il campionato, risale in Eccellenza dove in un anno e mezzo sigla la bellezza di 26 goal (con un breve parentesi a Omegna che gli vale 9 marcature nel solo girone di ritorno). Chiudo la stagione seguente con 18 reti e quella dopo, finalmente, gli offre l’occasione da non lasciarsi sfuggire. Così sale sul treno che lo porta a Ivrea “dove viene allestita una grande squadra che, anche per colpa mia con solo 9 goal realizzati, manca clamorosamente i playoff”. Ersid ci ripensa, almeno in parte. “Nel frattempo, come in precedenza, mi trovo un nuovo lavoro e proseguo a giocare”. Quando la smania per il football sembra giunta al capolinea, il cuore torna repentino al primo amore. “E’ l’estate del 2014. Ci penso e ci ripenso, poi decido. Voglio puntare tutto sul calcio. Lascio il lavoro, mi trasferisco in Svizzera all’Ascona dove ritrovo il mio maestro Maurizio Ganz. Quell’anno segno 13 goal in 16 partite che mi cambiano la carriera”. L’anno dopo Ganz va alla Bustese (Busto Garolfo) e lo chiama: Ersid rispondo con 18 goal nelle ultime 17 partite, diventa il miglior realizzatore di tutta Italia in serie D e nel 2018 secondo miglior capocannoniere di tutta la D con 26 goal. “L’anno scorso ero alla Virtus Bergamo, dove il direttore Mirko Poloni mi vuole a tutti i costi. Lo ripago con 18 sigilli in 24 partite”.

Arriva poi la convocazione nella nazionale della Padania. “La Padania è un esperienza fatta negli ultimi due anni. L’anno scorso al primo tentativo abbiamo vinto l’Europeo, quest’anno ai Mondiali di Londra è arrivata la medaglia di bronzo al termine di una kermesse che ha raggruppato 16 squadre da tutto il mondo. E’ una competizione molto importante, una bella vetrina con un’organizzazione perfetta curata nei minimi dettagli come le nazionali ‘vere’. Per me è stato come fossi in una famiglia e di questo non posso che ringraziarli”. Ersid Pllumbaj ama molto leggere, informarsi sui metodi di lavoro e l’alimentazione. “Anche se adesso vivo di calcio 24 ore su 24, investendo tempo e denaro per quello che ormai considero un lavoro”. Andrey Shevcenko è il sio idolo perché “mi rivedo tanto il lui, con la voglia di lottare sempre e la fame di goal”.

Segue sempre il Novara Calcio, con una meta ben precisa. “Devo dire che il presidente De Salvo ha fatto delle grandissime cose, costruendo gli impianti a Novarello che, credetemi, tante squadre di serie A se lo possono solo sognare. Credo che noi novaresi dovremmo essere contenti di avere un presidente cosi. Dico noi perché anche io, anche se ho origine albanesi e sono nato in Albania, mi sento novarese a tutti gli effetti. Sono cresciuto qua e, non nego, il mio sogno rimane quello di giocare nel Novara calcio. La città che mi ha accolto a braccia aperte e sarei veramente disposto a tutto pur di ricevere quella telefonata che finora non è mai arrivata”.

Adesso, comunque sia, è a un passo dal professionismo. “Quest’anno la mia priorità è metter nero su bianco sul mio primo contratto da professionista”. Su di lui ci sono Giana Erminio, Monza e Pro Patria. “Nei prossimi giorni spero arrivi la tanta attesa firma”. Anche se il sogno, c’è da scommetterci, non finirà lì. “Nel cassetto – conclude – resiste quello di arrivare a calcare i campi della serie B. So che è, e forse rimarrà, una cosa impossibile anche vista ormai l’età. Ma nel calcio non si sa mai e io voglio crederci fino alla fine”.

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