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Confirmation teatro delle selve

Io “Vado a teatro!” a San Maurizio d’Opaglio

Apertura al Teatro degli Scalpellini della nuova stagione promossa dal Teatro delle Selve con uno spettacolo diretto da Jacopo Gassman

Jacopo Gassman, quartogenito di Vittorio, Nicola Pannelli, Fabrizio Falco, Andrea Cosentino, Mattia Fabris, Giancarlo Bloise. Sono questi alcuni dei nomi protagonisti della nuova stagione di “Vado a teatro!” promosso dal Teatro delle Selve e che inaugurerà venerdì 10 novembre al Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio.  Una stagione che si propone densa di spettacoli ed eventi collaterali all’insegna, come sempre, del teatro e della performance d’arte, con alcune novità di rilievo intercettate dalle programmazioni di importanti teatri nazionali, diverse conferme legate a talenti e spettacoli anche di rilevanza internazionale già pienamente riconosciuti e altre proposte più atipiche che attestano la grande attenzione che la direzione artistica rivolge alle sperimentazioni in ambito multidisciplinare, alla nuova danza e alla nuova drammaturgia.

Accanto alla stagione teatrale vera e propria, in collaborazione con il Museo del Rubinetto, saranno promosse una serie di iniziative tra cui la nuova sezione dedicata alla poesia, una serata musicale con il direttore d’orchestra Massimo Fiocchi Malaspina, un seminario di scrittura creativa tenuto da  Laura Pariani e un incontro dal titolo “Guida alla fantascienza” con lo scrittore Nicola Fantini.

L’apertura del cartellone, dunque, è stata affidata a Jacopo Gassman che ha curato la traduzione e la regia di “Confirmation”, interpretato da Nicola Pannelli. Lo spettacolo, tratto dal testo di Chris Thorpe, giovane autore britannico, parla delle barriere attraverso le quali non riusciamo a parlare, sul rigetto impulsivo del punto di vista contrario al nostro e sui meccanismi che ci portano a scegliere soltanto ciò che conferma le nostre ragioni.
Attingendo da alcuni studi intorno al tema del “pregiudizio di conferma”, l’autore tenta di instaurare un “dignitoso” dialogo, reale e immaginario, con l’estremismo politico. Per cercare di capire come costruiamo le nostre convinzioni e come mai, partendo da un comune punto di partenza, finiamo per ritrovarci così distanti gli uni dagli altri. Un’intuizione concettuale che, alla luce dei recenti stravolgimenti politici, della tendenza sistemica alla post-verità, acquista una potenza ancora più decisiva.

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