Spettacoli&Eventi

Un’audace Traviata seduce il pubblico del Teatro Coccia

L'opera verdiana è andata in scena venerdì 3 maggio e replica oggi alle 16

Un’audace Traviata seduce il pubblico del Teatro Coccia. L’annunciata opera verdiana pensata a un secolo di distanza dall’ambientazione originale, ha convinto nella sua interezza: un unicum che funziona, frutto della lungimirante regia firmata da Renato Bonajuto, il quale è stato in grado di mettere in primo piano ogni dettaglio d’allestimento.

Un’opera tutta novarese (andata in scena venerdì 3 maggio e che replica oggi alle 16) non solo nella produzione, che nel primo atto si svolge negli appartamenti di Palazzo Venezia, affacciati su piazza Martiri e sul Coccia stesso, per poi approdare in una terrazza d’epoca, per poi calarsi nel finale in cui il fantasma di Violetta, sola e abbandonata, come lei stessa canta alla fine del primo atto, si dirige verso la sua vera casa che è poi il Teatro.

Più che mai frizzante, oltre al classicissimo brindisi, anche la danza delle zingarelle che leggono il futuro sulla testa calva di un cortigiano e sulla mano di Flora. Quanto mai provocante la lap dance che ha di certo richiamato l’attenzione di non pochi signori presenti in sala…

L’Oscar va alle luci di Ivan Pastrovicchio, in modo particolare nel terzo atto dove diventano elemento fondamentale per la resa della stanza semibuia fino a quando non compaiono, sullo sfondo, il colonnato del Coccia e la sagoma del castello a testimoniare la volontà di rendere immortale non solo il personaggio della protagonista, anche l’opera e quello che tutt’intorno rappresenta.

 

 

Coerenti con l’allestimento i costumi di Silvia Lumes, in modo particolare quelli femminili, elemento che ha permesso al pubblico di calarsi nell’atmosfera degli anni Sessanta.

Klara Kolonitis (Violetta) è divina sotto ogni aspetto. Nel primo atto è in grado di interpretare sia dal punto di vista vocale che scenico i turbamenti della donna vissuta ma combattuta, per poi passare con disinvoltura alla giovane inerme nel duetto con Germont fino a sembrare una statua di marmo in piedi sul suo letto di morte. Al termine del tema de le Follie ha fatto letteralmente impazzire il pubblico che l’ha entusiasticamente applaudita a scena aperta: la sua voce appassionata, non ha una sbavatura o un’incertezza nemmeno sulle note più alte. L’unico appunto è per l’accento in alcuni punti un po’ titubante che ha reso alcune arie, tra le più famose, un po’ incerte ma solo dal punto di vista espressivo.

Danilo Formaggia, chiamato a vestire i panni di Alfredo solo il giorno prima in seguito a un’indisposizione del tenore in cartellone, si è dimostrato all’altezza del compito richiesto. Un po’ freddo nel primo atto, da “De’ mei bollenti spiriti” in poi ha cominciato a dare il meglio di sé con quel timbro di voce limpido e spontaneo che lo contraddistingue.

Alessandro Luongo (Germont) senz’altro la migliore voce maschile sul palco: toni bassi chiaroscurati ed espressività ai massimi livelli.

Di livello pregevole anche gli altri interpreti minori, così come il coro San Gregorio Magno (Tra le fila anche il maestro Mauro Trombetta) che è stato all’altezza del compito partecipando in modo preparato e competente anche alla parte scenica.

Pregevole l’interpretazione dei professori d’orchestra diretti con altrettanto audacia e sicurezza dal maestro Matteo Beltrami.

Mascotte dello spettacolo Era, un simpatico esemplare di golden retriver che, con il suo ingresso programmato all’inizio del secondo atto, ha sorpreso e divertito il pubblico.

Insomma, un’operazione pienamente riuscita, forse perchè, alla fine, è la cultura a vincere su tutto, in barba alle polemiche, le guerre e le difficoltà.

 

[photo credit Mario Finotti]

  1. Avatar

    Spero di poter andare a teatro ad assistere alla Traviata, la mia opera preferita di Giuseppe Verdi, spero che il Teatro Civico di Tortona, prosegua nel proporre opere liriche, da fare conoscere anche ai giovani affinché si avvicinino all’opera con piacere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,