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Teatro Faraggiana, una stagione che fa rete e che guarda al futuro

Il presidente della Fondazione, Vanni Vallino, ha annunciato un progetto di collaborazione culturale tra vari soggetti della città: Comune, Coccia, Università, Castello, Fondazione Faraggiana e il Teatro stesso. Intanto questa stagione si realizza grazie alla partecipazione di Scuola di musica Dedalo, l'associazione Amici della Musica Vittorio Cocito e il centro culturale Mir

«Abbiamo proposto al Comune un progetto di collaborazione fra il Teatro Faraggiana, il Teatro Coccia, la Fondazione Castello, la Fondazione Faraggiana, l’Università e il Comune stesso per realizzazione una rete culturale. Il progetto è ancora in fase embrionale ed era già stato ipotizzato con Renata Rapetti; ci auguriamo che possa essere concretizzato nel più breve tempo possibile».

Lo ha annunciato questa mattina Vanni Vallino, presidente della Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana, in occasione della presentazione della nuova stagione. Un progetto che, se dovesse andare in porto permetterebbe, al Faraggiana di accedere a importanti contributi. Il cartellone di quest’anno, infatti, è stato realizzato grazie al bando Performing Art 2018 della Compagnia di San Paolo che ha assegnato al Teatro 100 mila euro; finanziamenti sono arrivati anche dalla Regione, attraverso la Legge 58, e dal Comune per quanto riguarda il progetto Maschere.

«San Paolo – ha spiegato Lucilla Giagnoni, direttrice del Faraggiana – ci ha garantito il sostegno per tre anni, ma per i prossimi due non ha ancora stabilito una cifra, questo dipenderà anche dalla risposta del pubblico a questa stagione. Poter accedere a finanziamenti europei per noi sarebbe importantissimo».

Un teatro, dunque, che punta a consolidare la progettualità in rete e che, in parte, ha già realizzato in questa stagione con una serie di collaborazioni con alcune realtà novaresi tra cui la Scuola di musica Dedalo, l’associazione Amici della Musica Vittorio Cocito, il centro culturale Mir: «Per fare una stagione  – ha proseguito Vallino – non basta chiamare le compagnie, dietro c’è un lavoro che va ben oltre. Questa è una stagione che dà emozioni positive, che è un vero e proprio atto d’amore verso il Teatro e verso la città. E il merito è tutto di Lucilla».

Che ha spiegato: «Ogni anno mi diverto a dare un nome alla stagione. L’anno scorso tutto ruotava intorno al “Con”, questa volta sarà “Corpo e anima”, due elementi non separabili. Come sempre lo spettacolo inaugurale è per me un appuntamento fisso: la prima stagione è stata aperta con una produzione in collaborazione con la Dedalo; lo scorso anno dalla musica siamo passati al canto con la scuola media Bellini mentre quest’anno in scena uno spettacolo che coinvolgerà le scuole di danza, gli anziani della Casa di giorno e i ragazzi dell’associazione Oltre le quinte con una sorpresa finale che per ora non posso preannunciare».

L’apertura di stagione, giovedì 4 ottobre, sarà anticipata da un’anteprima, il Primo Festival internazionale di musica russa che avrà di direzione artistica del maestro Mauro Trombetta e realizzato in collaborazione con la Mir e la cantante lirica Irina Volkova: dal 21 al 23 settembre in Teatro e alla scuola di musica Dedalo saranno eseguiti pezzi classici e musiche popolari di autori celebri russi.

E poi nomi noti come Moni Ovadia in uno spettacolo ancora tutto da costruire, Ottavia Piccolo in “Donna non rieducabile” dedicato alla figura di Anna Politkovskaja, Ascanio Celestini che interpreterà “Laika”, Angela Finocchiaro in “Labirintite” e Giacomo Poretti nel monologo “Fare un’anima”. Lucilla Giagnoni salirà sul palcoscenico, oltre che con lo spettacolo inaugurale, anche con “Marylin” in occasione della Festa della donna e con la versione integrale di “Vergine Madre”. A chiudere la stagione un classicissimo del teatro, “Arlecchino servitore di due padroni” nella versione registica di Giorgio Strehler.

La rassegna “Città in scena” comprende quattro spettacoli con lo scrittore Marco Scardigli e l’attore Roberto Sbaratto nell’anno del centenario di Caporetto; una serata dedicata a De Andrè per i vent’anni dalla scomparsa; “La stanza di Molly” con le scenografie di Paolo Colombo e l’attrice Chiara Petruzzelli e “Mombi D’Oz” con la regia di Giuliana Lanzavecchia e un gruppo di alunni delle scuole novaresi.

Protagonisti della rassegna “Parola Poetica” saranno gli alunni della scuola Bazzoni, con il coordinamento di Kosmè De Maria, che hanno riscritto e interpreteranno alcune parti della Divina Commedia.

Le altre collaborazioni, già accennate, prevedono una serie di concerti jazz con la Big Band diretta da Wally Allifranchini e di musica classica promossi dalla scuola di musica Dedalo e un concerto dedicato al Carnevale degli animali di Saint Saens con la consulenza dell’Associazione Amici della Musica.

 

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