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Si chiude questa settimana l’Orta Festival

Domani, mercoledì 24, e venerdì 26 due concerti speciali con il pianista Rossano Sportiello, che si è esibito con Woody Allen, e il clarinettista Alessandro Carbonare

Si chiude questa settimana l’Orta Festival. Una 20^ edizione che da 15 anni ha l’opportunità di inaugurare la propria programmazione nella cornice della basilica di San Giulio. «È grazie alla fondatrice del monastero benedettino dell’isola di San Giulio, Madre Anna Maria Cànopi,che ciò è potuto avvenire – spiega Amedeo Monetti, direttore artistico del Festival – aprendo questo luogo alla grande musica d’arte. Il nostro grazie va a Lei, alla quale abbiamo dedicato, in particolare, la prima serata di questa edizione che ha aperto l’esecuzione dell’Adagio dalla X Sinfonia di Gustav Mahler».

Domani, mercoledì 24 luglio, alle 21.15 nella chiesa parrocchiale concerto del pianista Rossano Sportiello che si è esibito più volte con Woody Allen al clarinetto al Café Carlyle di New York, dove il grande cineasta suona per divertimento quasi regolarmente tutti i lunedì dell’anno. Sportiello (che risiede a New York da 13 anni), formatosi in Italia, è considerato dalla critica internazionale uno dei Top Stride Piano player contemporanei a livello mondiale. Il leggendario pianista Barry Harris, mentore e amico di Rossano, infatti lo definisce “il miglior pianista Stride mai sentito”. Il suo stile pianistico è l’eredità vivente di un felice caleidoscopio di trent’anni di storia del jazz, dagli anni ’30 ai primi anni ’60, passando attraverso Teddy Wilson, Art Tatum, Hank Jones, Tommy Flanagan, Count Basie. A New York si esibisce regolarmente al Lincoln Center, Blue Note, Birdland, Carnegie Hall, e suona come guest per numerosi jazz festival (da S. Diego a Rochester) al fianco di musicisti come Dan Barrett, Barry Harris, Scott Hamilton.

 

 

Il concerto di chiusura, venerdì 26 luglio alle 21 nella basilica dell’isola di San Giulio, al clarinetto di Alessandro Carbonare e a un quartetto d’eccezione, formato da Ivan Rabaglia, Igor Cantarelli, Francesco Fiore e Matteo Pigato, l’esecuzione di una delle pagine più dolci e struggenti della storia della musica: il Quintetto per clarinetto K 581 di Wolfgang Amadeus Mozart.

La pagina dedicata ad Anton Stadler, grande amico di Mozart nonché “fratello” secondo i legami massonici che entrambi avevano abbracciato. Il Quintetto K 581 raggiunge i vertici del capolavoro in quanto riserva una straordinaria parità nella conduzione del dialogo fra le singole voci e una preziosa fusione timbrica, un’opera felice, tenera e vibrante di dolce calore umano. Nella prima parte ascolteremo i celebri Tre pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinsky e la Sonata per violino e violoncello di Maurice Ravel, in cui l’autore sperimenta un linguaggio che amplia i confini della tonalità e, come egli scrive “rinuncia alla fascinazione armonica” in virtù di una “sempre più marcata reazione nel segno della melodia”.

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