In locandina Spettacoli

Se la musica di Carlo Coccia diventa “rock”

Il festival "Fuori di Coccia" dedicato ai Maestri di Cappella è in programma dal 15 al 23 settembre. Durante i concerti verranno eseguiti brani inediti di Scarlatti, Corelli, Stradella, Pietro Generali e, naturalmente, di Coccia. Un evento realizzato grazie all'Art Bonus e al contributo dei partner

Riscoprire un patrimonio tenuto “nascosto” per secoli e riportarlo alla luce riconoscendone il valore artistico è un’operazione decisamente “rock”. Ed è quello che si propone di fare il festival “Fuori di Coccia” dedicato ai Maestri di Cappella. A cominciare, lo dice il nome stesso, da Carlo Coccia, compositore di musica sacra,  primo direttore (detto censore) della  scuola di musica di Novara, il Civico Istituto musicale Brera.

Un festival che, non avendo ricevuto i finanziamenti ministeriali, è stato realizzato grazie al contributo dello sponsor e dei partner, a costo quasi zero per il Teatro: «Grazie all’Art Bonus sottoscritto da Itof – ha spiegato Matteo Beltrami, direttore musicale del Coccia  – abbiamo potuto dare vita a questo evento. Anche i partner coinvolti si sono fatti carico di alcune spese per questo festival che è nato da una visita che fatta tempo fa con Renato Bonajuto (segretario artistico del Teatro, ndr) alle biblioteche del Duomo e dell’Istituto Brera dove sono conservati numerosissimi manoscritti di Maestri di cappella, quasi tutti inediti. Abbiamo scelto principalmente brani di Carlo Coccia e spartiti di altri autori che, per l’esecuzione, non richiedono necessariamente un teatro proprio perchè lo scopo del Festival è quello di coinvolgere luoghi diversi di Novara. Non credo esistano altre città dotate di simili archivi».

Come ha, infatti, ricordato Paolo Monticelli, direttore della Cappella musicale «nell’archivio del Duomo sono conservati oltre 6.000 manoscritti che attraversano quattro secoli, dal 1564 fino al Novecento con Luigi Sante Colonna. Personalmente ho voluto dare spazio a Pietro Generali, che è molto meno conosciuto rispetto ad altri, del quale siamo in possesso di oltre 200 partiture inedite della metà dell’Ottocento».

L’anteprima del Festival, dunque, è prevista per sabato 15 settembre alle 20.45 alla falegnameria sociale Fadabrav con “Vespri per soli, coro e organo” di Generali eseguite dall’orchestra e dal coro della Cappella musicale del Duomo e dai solisti Leonora Tess, Daniele Piscopo, Sofia Janelidze e Riccardo Benlodi con la partecipazione del ballerino Giuliano De Luca. Il concerto di musica di sacra, a ingresso gratuito, si inserisce nei festeggiamenti del quartiere Sant’Agabio dove si trova la falegnameria.

Lo stesso concerto verrà ripetuto venerdì 21 settembre alle 18 nel Quadriportico della Canonica e alle 21 nel cortile del Museo di storia naturale Ferrandi Faraggiana con ingresso a 5 euro.

Il festival coinvolge anche il Conservatorio Cantelli (che a detta del maestro Beltrami è uno dei migliori in Italia) con il quale il Teatro Coccia ha da tempo intrecciato numerose collaborazioni: «Credo – ha affermato il direttore del conservatorio, Roberto Politi – che la riscoperta di queste musiche sia un dovere per gli operatori del settore. Un evento che ci permette di partecipare con il nostro dipartimento di musica antica di cui fanno parte insegnanti tra i migliori concertisti d’Europa».

Il concerto inaugurale del festival è in programma lunedì 17 settembre alle 21 nel Salone d’onore della Prefettura con brani dei più noti Corelli, Scarlatti e Stradella e di meno noti come Mazzaferrata, Muffat e Melani eseguiti dall’Ensemble Barocco del Cantelli.

L’ultimo appuntamento, che coincide con l’anteprima della stagione del Coccia, si svolgerà domenica 23 settembre alle 21 in Teatro con il concerto diretto da Gianna Fratta con l’orchestra del Conservatorio e l’intervento del critico musicale di Alessandro Mormile: «La sinfonia in sol maggiore di Carlo Coccia è stata scritta nel 1859 – ha spiegato Roberto Frigato, docente di organo del Brera e responsabile della biblioteca che conserva 1.800 manoscritti di Maestri di Cappella molti dei quali del XVII secolo quindi precedenti all’apertura dell’Istituto musicale – e siamo sicuri che è stata eseguita perchè oltre alla partitura originale è presente anche una copia oltre ai singoli spartiti per gli strumenti. La sinfonia in mi maggiore, invece, è del 1870 ed è stata composta da Coccia a 88 anni: la mano della scrittura è piuttosto malferma, ma da punto di vista musicale l’opera è perfetta. Entrambe sono dedicate al Brera». Il concerto prevede anche una sinfonia di Lauro Rossi, sempre dedicata all’Istituto, una marcia di Haydn e una sinfonia di Rossini che chiude la serata e apre il ciclo rossiniano della stagione.

Top secret, invece, sono le “cinque giornate” del Festival, dal 18 al 22 settembre, con una sorpresa a cura della Scuola del Teatro Musicale, diretta da Marco Iacomelli, nel foyer del Teatro Coccia: il pubblico occasionale e non si troverà coinvolto in un flash mob i cui dettagli saranno svelati solo durante le rappresentazioni.

I biglietti sono in vendita da giovedì 6 settembre, mentre il concerto del 23 è inserito nel cartellone della stagione.

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