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“Roma…ve la racconto e ve la canto” sul palco di Arona

Questa sera in piazza San Graziano concerto del baritono Marco Chingari affiancato dal maestro Paolo Beretta con le melodie romanesche che si ascoltano ormai sempre più raramente sia nei teatri sia in televisione

Dopo il successo della serata “Mi lagnerò tacendo”, questa sera, venerdì 9 agosto, sempre nella cornice di piazza San Graziano ad Arona, alle 21,  andrà in scena “Roma…ve la racconto e ve la canto”. Nata da un’idea del baritono Marco Chingari affiancato dal maestro Paolo Beretta, accompagnatore e arrangiatore musicale, la serata si annuncia come uno sfizioso spettacolo di cultura e vita, sull’onda della memoria e delle melodie romanesche che si ascoltano ormai sempre più raramente sia nei teatri sia in televisione.

 

 

L’evento ha in sé il carattere dell’unicità: uno spaccato di una società, di un mondo, di poesia e comicità, di verve ed emozioni, di colori e sapori, di caratteri e caratteristi. Per la prima volta un cantante lirico professionista, romano doc, che porta in sé il valore aggiunto di essere anche attore e “fine dicitore”, accompagnato da un valentissimo pianista, che è anche polistrumentista e attento osservatore delle tradizioni popolari, si esibiscono ad Arona promettendo di ricreare quel clima tutto particolare e affascinante che permea ogni angolo della città eterna, nella cornice di maestosi pini mediterranei e profumi di cucina tutta “romana”.

Attraverso le più belle canzoni e melodie del periodo classico e melodico romano, il tutto raccontando Roma in una ridda di aneddoti e poesie del più celebre e divertente vernacolo romanesco, i due artisti condurranno il pubblico su un Tevere di versi di Trilussa, Belli, Simeoni, Di Lazzaro, Silvestri, Bixio, Pizzicaria, Garinei e Giovannini, dove riecheggiano le voci indimenticabili di Sordi, Manfredi, Fabrizi. Un’inedita occasione per il pubblico che potrà così fare un viaggio nel tempo, come in un sogno, nella Roma che non c’è più: la Roma dei nostri padri e dei nostri nonni, la Roma delle serenate, della storia, dei preti, delle “cortellate” e delle buone tradizioni, non ultimo quelle culinarie, il tutto però rigorosamente dal vivo, in una cornice di assoluta eleganza classica.

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