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«Se non sai dove stai andando, qualsiasi strada ti ci porterà»

Una delle frasi più note dello Stregatto, tra i personaggi principali di "Alice nel paese delle meraviglie" che andrà in scena al Coccia domenica 21 gennaio

Alice: «Che strada devo prendere?»
Stregatto: «Dove stai andando?»
Alice: «Non lo so»
Stregatto: «Allora non importa. Se non sai dove stai andando, qualsiasi strada ti ci porterà».

È sicuramente tra gli scambi di battute più celebri di Alice nel paese delle meraviglie, il  capolavoro di Lewis Carroll che racconta la storia di una bimba come tante, ma al contempo è un’eroina. Abbandona il noioso pomeriggio al parco per inseguire il Bianconiglio fin giù nelle viscere della terra, nelle profondità del suo essere. Ma la sua discesa è un lento passaggio dal mondo del reale al mondo delle Meraviglie. È un’eroina perché affronta la Regina di Cuori e la sconfigge con la forza della consapevolezza e della fiducia in se stessa.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, andrà in scena domenica 21 gennaio alle 16 al Teatro Coccia. La regia è affidata a Marco Lorenzi ed è interpretato da Ludovica Apollonj Ghetti, Vittorio Camarota, Giorgia Cipolla, Marta Cortellazzo Wiel, Alfonso D’Angelo. L’adattamento è di Marco Lorenzi e Francesco Scarrone; l’ideazione delle scene e dei costumi dello stesso Lorenzi e degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Torino, Eleonora Gallo e Stefano Di Pascale.

«Come ha scritto qualcuno, Alice nel Paese delle Meraviglie è “la favola delle favole” – commenta il regista -. In quanto tale, richiede a chi ci si avvicina quello stesso sguardo pieno di stupore e di meraviglia della sua piccola protagonista per poterne godere appieno. Proprio per questo ho scelto di parlare del rapporto di ognuno di noi con la fantasia e come questo rapporto possa cambiare, a mano a mano che cresciamo. Per me, Alice, è uno sguardo sul mondo capace di andare oltre la superficie delle cose, capace di andare oltre l’ordinario e di scoprire ancora quello che di magico e misterioso c’è nel quotidiano che ci circonda. Insomma, la mia e la nostra Alice nel Paese delle Meraviglie, ci pone di fronte al bambino che siamo (o che siamo stati) e all’adulto che vogliamo essere. Ho scelto di ambientare per intero il viaggio di Alice dentro la sua cameretta dei giochi perché quello sarebbe stato il suo “mondo delle meraviglie”. Abbiamo reinventato i personaggi del suo viaggio perché volevo che parlassero ai bambini e agli adulti di cosa vuol dire diventare grandi e come si fa a portarsi dietro questo mondo interiore fatto di anarchia e fantasia. Abbiamo inventato una misteriosa malattia che ha colpito il paese delle meraviglie e che non è facile sconfiggere: si chiama “adultite”. Abbiamo giocato anche sul rapporto tra una figlia – Alice, appunto – e una mamma che non ha tanto tempo per parlare con lei. D’altronde proprio il Tempo è l’altro grande protagonista di questa storia: il tempo che per il Cappellaio matto e la Lepre marzolina è eternamente fermo all’ora del te. Il tempo che per il Bianconiglio corre troppo in fretta. Il tempo che sta facendo crescere la Regina del nostro spettacolo e la sta facendo cambiare. E, infine, il tempo è anche quell’amico che a un certo punto della nostra vita ci viene a toccare la spalla per dirci che stiamo diventando “grandi”».

Biglietti fino ai 14 anni dai 10 ai 13 euro a seconda del settore; sopra i 14 anni dai 15 ai 18 euro a seconda del settore.

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