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delitto e dovere teatro coccia

«La tensione sul palcoscenico è quella che si compie in un atto unico»

Parola di Alberto Colla, autore di "Delitto e Dovere", l'opera lirica contemporanea in scena domani al Teatro Coccia

L’opera lirica non è solo quella classica. Dei melodrammi ottocenteschi i compositori italiani sono i maestri, ma per garantirne la continuità è necessario che autori contemporanei mettano in scena altrettante opere. È il caso di “Delitto e Dovere”, ultimo atto del Memorie Vittoriane, il ciclo di incontri che nelle scorse settimane ha dato vita a un percorso di preparazione all’opera contemporanea. Ed è proprio “Delitto e Dovere” la rappresentazione che andrà in scena domani, venerdì 27 ottobre, alle 20.30 al Teatro Coccia; l’opera è ispirata al racconto “Il delitto di Lord Arthur Savile” di Oscar Wilde che ha debuttato a luglio di quest’anno alla sessantesima edizione del festival dei Due Mondi di Spoleto e che sarà ripresa dalle telecamere di Classica HD e mandata in onda sul canale 138 di sky. La regia è affidata a Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, già noti al pubblico novarese per aver diretto l’Aida di Verdi in apertura della scorsa stagione proprio al Coccia, mentre l’orchestra è quella dei Talenti Musicali diretta dal maestro Marco Alibrando. L’opera è stata scritta, in musica e parole, da Alberto Colla, compositore e teorico musicale, che ha risposto alle curiosità della Voce.

Perchè si è ispirato proprio a “Il delitto di Lord Arthur Savile” di Oscar Wilde?
È stata una proposta dei registi che ho colto con entusiasmo. Alcune tematiche le avevo già affrontate in altri lavori, come i contrasti all’interno della società vittoriana, quella in cui è ambientata l’opera; si pensi, ad esempio, al processo di Kafka che è stato condannato senza neanche capirne il perchè.  Dopo 120 anni le cose non sono cambiate: là c’era la rivoluzione industriale in corso, oggi c’è la rivoluzione tecnologica. Le affinità tra le due società sono profonde:  a quei tempi sfociavano nella ricerca sul paranormale, oggi nel mondo virtuale dove tutti siamo tentati di proiettare i nostri pensieri fantastici.

Cosa è rimasto del testo originale e cosa c’è di innovativo?
È rimasto il filo conduttore, ho però esteso le parti di alcuni personaggi secondari ed esasperato il carattere di quelli principali proprio perchè l’opera lirica richiede di renderli efficaci in poco tempo.

Il suo lavoro si è esteso sia alla musica che al libretto?
Certamente, anche perchè sono due aspetti complementari che mi permettono di conciliare meglio il lavoro. Il risultato è quello di un’opera in un atto unico volutamente strutturato in questo modo per non sciogliere la tensione che si viene a creare nello svolgimento dello spettacolo.

Secondo lei l’opera contemporanea è per tutti?
Esistono diverse tipologie di opera contemporanea, alcune molto sperimentali gestibili da un pubblico affine. Questo, invece, è uno spettacolo molto diverso, rivolto a tutti gli appassionati di musica e non, proprio perchè ci sono vari livelli di lettura in grado di soddisfare tutti.delitto e dovere teatro coccia

 

 

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[photo credit Cristiano Minichiello]

 

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