Spettacoli&Eventi

«Il Festival Cusiano? Una tradizione che siamo fieri di portare avanti»

A chiusura della 35^ edizione della rassegna di musica antica, il presidente dell'Associazione Amici della musica Vittorio Cocito, Ettore Borri, traccia un bilancio e guarda al futuro,

A una settimana dalla chiusura della 35^ edizione del Festival Cusiano di musica antica, si tirano le somme e si guarda al futuro.

Fondato nel 1983 da Elena  Bollatto e da allora portato avanti dall’Associazione Amici della musica Vittorio Cocito, è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento per gli appassionati di questo genere di musica e da sempre ha lo scopo di divulgare, nella splendida cornice del Lago d’Orta, le più belle pagine musicali alle origini della cultura italiana ed europea.

«Quest’anno il festival – spiega il maestro Ettore Borri, presidente dell’Associazione – è stato particolarmente sentito per la recente scomparsa della signora Bollatto, avvenuta proprio alla vigilia del concerto inaugurale. Inoltre l’inagibilità della sala “Eleonora Tallone”, sede abituale per di tutti i concerti, si ha permesso di trovare altre soluzioni, quali ’Auditorium della Casa Maria Ausiliatricea di Pella , Villa Bossi e Palazzo Penotti Ubertini».

Un’edizione che quest’anno ha visto una novità: l’introduzione degli Intermezzi di Mezzodì: «Abbiamo ripreso una formula già provata tre anni fa – prosegue Borri  – proponendo dei concerti ogni domenica del Festival a mezzogiorno. Sono stati molti graditi e hanno avuto una buona partecipazione di pubblico».

Soddisfatti, dunque, gli organizzatori: «Abbiamo mantenuto saldo il prezioso retaggio musicale e culturale rinnovando le proposte in uno sfavillante panorama musicale e paesaggistico che ha suscitato invero grande sorpresa e curiosità – continua il Maestro -. Le luminose giornate estive hanno messo in luce luoghi e dimore che proprio per questo Festival si sono aperte offrendo l’opportunità di conoscere e apprezzare nuove prospettive e bellezze del Cusio. Gli splendidi programmi, che comprendevano un vero excursus di storia della musica, hanno visto avvicendarsi ben 54 interpreti di 16 nazionalità provenienti da tutto il mondo (Stati Uniti, America centrale, Asia, Africa, Oceania e Europa), con 60 autori e più di 120 composizioni eseguite in 14 concerti. Accanto ad acclarati musicisti, la presenza di nuovi interpreti di grande valore attesta la nostra costante attenzione al rinnovarsi delle emergenti personalità musicali. Numerosa è stata anche la presenza di un affezionato pubblico internazionale, europeo ed extra-europeo, e la partecipazione di note personalità del mondo della musica e della cultura che hanno reso ancor più brillanti e vivaci questi momenti di serena bellezza. Una nota davvero armoniosa è aver avuto tra il pubblico la presenza insieme di diverse generazioni: adolescenti, studenti e, tra nonni e genitori, sono apparsi nuovi interessatissimi ascoltatori anche dell’età di 2 anni».

Ma cosa ne sarà in futuro del Festival? «Si tratta di una preziosa tradizione  -conclude Borri – che la nostra Associazione novarese è fiera di portare avanti, rinnovandosi dinamicamente e avvalendosi delle proprie peculiarità di passione e competenza: garanzie irrinunciabili alla diffusione della grande musica».

 

[photo credit Attilio Borri]

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