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delitto e dovere teatro coccia 2017/2018

“Delitto e Dovere”, una sperimentazione operistica che ha convinto il pubblico del Coccia

Una partitura fuori dagli schemi accompagnata da un libretto più tradizionale, hanno messo in luce gli aspetti di una rappresentazione unica nel suo genere

La calorosa accoglienza del pubblico non lascia dubbi: “Delitto e Dovere”, l’opera lirica contemporanea di Alberto Colla, che ha scritto musica e libretto, ispirandosi al racconto di  Oscar Wilde  “Il delitto di Lord Arthur Savile”, e che è andata in scena venerdì 27 ottobre al Teatro Coccia è piaciuta. Una produzione tutta novarese che aveva debuttato la scorsa estate al Festival dei Due Mondi di Spoleto raccogliendo numerosi consensi.

È doverosa, però, qualche riflessione. Per esempio, chiamarla opera sembra essere un po’ riduttivo. Probabilmente sperimentazione operistica sarebbe più adeguato, considerato il carattere completamente a se stante della rappresentazione, in modo particolare dal punto di vista musicale: note dissonanti e stridule, in alcuni momenti quasi laceranti, con l’introduzione di strumenti inconsueti che hanno accostato quelli dell’orchestra tradizionale, hanno reso una partitura del tutto fuori dagli schemi. Il libretto, invece, si avvicina molto a quello delle opere buffe, tanto che, come promesso dallo stesso autore, non sono mancate alcune scene dal sapore comico. delitto e dovere teatro coccia 2017/2018

Appropriata la voce del protagonista Michele Patti, che ha interpretato Arthur Savile, ancor più pregevole quella di Laura Baudelet, che ha vestito i panni del primo personaggio femminile Sybil Merton.

Di grande effetto la regia (Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi), attenta ma visionaria,  in grado di dare vita a un allestimento semplice ma efficace: una raffinata tonalità cinerea ha riempito lo scenaio (Angelo Linzalata) mescolandosi con gli eccellenti costumi (Nicoletta Ceccolini), quelli davvero classici, realizzati con le stesse sfumature scenografiche. Proiezioni di disegni essenziali e incisivi (Akos Barat) sul fondale del palcoscenico hanno permesso di variare più volte la scena senza mai chiudere il sipario. Coerente l’esibizione dell’Orchestra dei talenti musicali diretta dal maestro Marco Alibrando.

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