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«Così abbiamo incorniciato il Rigoletto»

«Così abbiamo incorniciato il Rigoletto»

Ci sono anche le sapienti mani dei due artisti novaresi Cosimo Bertone e Matteo Capobianco dietro all'allestimento dell'opera verdiana, che stasera inaugurerà la stagione 2018-2019 del Coccia. Chicche e curiosità sul grande manufatto, che per il duo ha rappresentato un ritorno al verdiano

«Così abbiamo incorniciato il Rigoletto». Ci sono anche le sapienti mani di due artisti novaresi dietro all’allestimento della famosissima opera verdiana, che questa sera alzerà ufficialmente il sipario della nuova stagione del teatro Coccia. Pensata dalla scenografa Leila Fteita come una rappresentazione che va in scena come un quadro, la cornice che racchiude il boccascena, dietro alla quale si muovono gli attori, è stata realizzata da Matteo Capobianco e Cosimo Bertone. Due promesse novaresi, che già hanno all’attivo una serie di collaborazioni importanti, che svelano ai lettori de La Voce curiosità e retroscena del manufatto.

«Il pubblico avrà l’impressione di vedere una grande cornice in marmo, ma in realtà è in poliuretano espanso – raccontano – Le dimensioni sono decisamente imponenti: è alta 8 metri e larga 12. Per realizzarla, sulla base del progetto presentatoci da Leila Fteita, abbiamo dovuto costruire uno stampo modulare chiuso, da cui sono stati sformati 80 pezzi, che assemblati hanno generato l’intero fregio».

Un lavoro artistico, ma basato anche su calcoli fisici e matematici e che strizza anche l’occhio all’ambiente: «Tutta la parte in legno dello stampo è stata realizzata con materiali di recupero – sottolineano i due artisti – Complessivamente il lavoro è durato oltre 3 mesi. È stato molto faticoso, ma ci ha dato anche grosse soddisfazioni: abbiamo potuto sperimentare e perfezionare nuove tecniche, di cui potremo fare tesoro. Ma soprattutto è stato bellissimo vederla in scena, nel suo contesto di massimo splendore, anche grazie a un sapiente uso delle luci. Gli attori in carne ossa la completano. Ed era molto bello che Gilda si appoggiasse direttamente alla cornice, trasformandola da elemento scenico a protagonista dell’opera, così come quando il coro si è seduto al di qua della cornice, rompendo la quarta parete che divide attori e spettatori – commentano gli artisti, che erano in sala la sera delle prove generali – L’impatto che tutta la rappresentazione ha avuto sul pubblico è stato emozionante. È il segno che tutti coloro i quali sono stati coinvolti in questo progetto hanno davvero dato il meglio».

Il Rigoletto targato Stefanutti

Sbirciando nell’archivio dei due artisti si scopre che non è la prima volta che si confrontano con l’opera di Verdi, sempre in una coproduzione fra il Coccia e il De Carolis di Sassari. «Nel 2011 avevamo collaborato alla realizzazione della scenografia del Rigoletto per la regia di Ivan Stefanutti. Operavamo in un team più numeroso, ma anche allora avevamo dovuto realizzare una cornice (ideata dallo stesso Capobianco, ndr) che ci sembrava già enorme… Ancora non sapevamo quali altri grandi cose ci avrebbe riservato il futuro», scherzano pensando alla mole dell’attuale versione dell’opera.

Conosciutisi fra i banchi del liceo artistico Casorati di Novara, Bertone e Capobianco hanno all’attivo collaborazioni per eventi con noti brand, anche dell’alta moda e altre scenografie teatrali: il musical “Albaluce” andato in scena durante le feste di Natale 2017 a Viverone e “La bambola maledetta”, che fra il 16 e il 17 marzo scorso aveva registrato il tutto esaurito al teatro Cardinal Massaia di Torino e sarà riproposta ad Halloween al Gioiello; entrambi i progetti partivano dai disegni originali di Capobianco.

In questo articolo abbiamo volutamente evitato di pubblicare foto di scena, per non creare un effetto spoiler. La prima è in programma questa sera alle 20,30, ma è già da tutto esaurito; come è stata anche la prova generale, che ha riscosso applausi a scena aperta a più riprese. Se non volete perdervi lo spettacolo, avete un’ultima chance domenica 7 ottobre dalle 16.

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