In locandina Spettacoli
carmen coccia 2017/2018 prima

Una “Carmen” che resterà indelebile nella memoria

L'opera, che ha inaugurato la stagione teatrale, è stata in grado di emozionare non solo dal punto vista musicale

Fascino e seduzione, costumi e tradizione, accordi e parole, attualità e indipendenza. E poi bisognerebbe aprire un intero vocabolario per descrivere la Carmen di Bizet, che, ieri sera, ha inaugurato la stagione del Teatro Coccia.
Diretta da Sergio Rubini, noto attore e regista, che ha voluto assistere alla sua “prima” in mezzo al pubblico ed è salito sul palco solo per gli applausi finali, questa Carmen si è dimostrata incredibilmente emozionante sotto ogni aspetto. L’allestimento, imponente ma non ingombrante, è stato protagonista della scena, rinnovata tra un atto e l’altro di fronte al pubblico, come se il palcoscenico fosse un grande backstage.
Sul primo gradino del podio tutti e quattro i personaggi principali, a cominciare da Micaela (Valeria Sepe), brava e preparata, è riuscita a trasmettere una luce di purezza e disperazione.
Di Simon Orfila, che ha interpretato Escamillo, c’è da innamorarsi: con una voce piena e audace unita a un aspetto intrigante, si è conquistato la scena del celebre Toreador.
Perfettamente inserito nel personaggio Azer Zada, sulla scena Don Josè, colui che meglio è stato capace di esprimere tutta la drammaticità dell’opera.
E poi lei, Alisa Kolosova, al suo esordio del ruolo di Carmen, ha davvero convinto fin dalle prime battute con un’Habanera degna delle miglior interpretazioni.
Encomiabili anche gli interpreti dei personaggi minori.
E che dire del direttore d’orchestra, Matteo Beltrami, che agli appassionati del genere avrà certamente ricordato l’estroso e geniale Maestro protagonista di Mozart in the jungle? Mai un’incertezza o una sbavatura, nemmeno quando gli si sono sciolti i capelli.
Deliziosi i bambini del coro di voci bianche dell’Accademia Langhi, così come all’altezza delle richieste il coro San Gregorio Magno e il Corpo di ballo.
In conclusione, non si può che essere d’accordo con una delle frasi pronunciate da Rubini in conferenza stampa: <La pellicola di un film è per sempre, mentre il teatro una volta che chiudi il sipario non c’è più, per questo deve essere perfetto per restare nella memoria>. Beh, posso assicurare: questa Carmen è per sempre.
[photo credit Mario Finotti]

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