Spettacoli&Eventi

Novara Jazz 2019, Terzo Tempo

Un doppio concerto apre l’ultimo intensissimo weekend di Novara Jazz 2019: la Banda filarmonica di Oleggio con Marco Remondini e Roberta Brighi L.W. 6TET

Un doppio concerto apre l’ultimo intensissimo weekend di Novara Jazz 2019. Incominciamo dal concerto della Banda filarmonica di Oleggio con Marco Remondini. Oltre che musicista è anche uno studioso della musica popolare, del folk, del jazz, persino della lirica. Lo ricordiamo già qualche anno fa sul palco di Novara Jazz ed è con grande piacere che lo ritroviamo questa sera come ‘giudice a latere’ dell’ottima Banda Filarmonica di Oleggio diretta dal Maestro Francesco Carcello, fondata nel 1853.

Amabile concerto, un excursus nella musica per il cinema da quelli di Stan Laurel ed Oliver Hardy a ‘Lawrence d’Arabia’ passando per le musiche di Carlo Rustichelli per ‘L’armata Brancaleone’ fino a brani da ‘The Blues Brothers’ con una puntatina anche su Bizet,  per chiudere con la sfavillante sigla del mitico ‘Muppet Show’.

Letteralmente altra musica per ‘Roberta Brighi L.W. 6TET’. Ho una passione in comune con Roberta, quella per Ornette Coleman. L’ho sentita qualche sera fa nel bel concerto tenuto con Davide Merlino nel progetto ‘OlmO’ e risentirla, qui sul palco del Broletto, mi ha confermato che si tratta di un’ottima musicista. Anche per lei pare che ‘l’armolodiacolemaniana’ sia un punto fisso. Cos’è ‘l’armolodia’? Più difficile il termine del concetto: armonia e melodia hanno la stessa importanza e sono tra loro mescolate, un po’ come dare la stessa importanza a trama e ordito in letteratura, con il risultato che il racconto del carattere dei personaggi e la narrazione del loro agire sono mescolati tra loro come i colori in quadro di Jackson Pollock o come in una poesia di Blaise Cendrars dove immaginario e reale si fondono mirabilmente.

Il fantasma di Ornette Coleman sembra aggirarsi nel cortile del Broletto anche questa sera e non solo per il concerto. Corrado Beldì ricorda come fu proprio lui a dover dare, nel 2015, la notizia della morte di Ornette a Peter Brötzman, uno dei padri del Free Jazz europeo, ospite proprio a Novara Jazz in quei giorni e che non esitò ad eseguire in suo ricordo ‘Lonely Woman’.

Ma torniamo al concerto. Roberta Brighi è una musicista coraggiosa e, come Mozart, decide di invitare al concerto un convitato di pietra, quale può essere un pianoforte in una composizione di Coleman. È pur vero che qualche volta anche Coleman lo usò per i suoi quartetti, ma è anche vero che non impazziva per averlo sul palco. Però Roberta Brighi, già che c’è, sprezzante del pericolo, sul palco ci porta anche una voce femminile, Giorgia Sallustio e poi Gianluca Zanello al sax contralto, Rudi Manzoli al sax tenore, Lorenzo Blardone al pianoforte e Andrea Bruzzone alla batteria.

Appena la brava Giorgia Sallustio inizia i primi vocalizzi sembra di essere precipitati negli anni Cinquanta. Difficile riuscirci così a freddo. Come appare così antica e cosi moderna questa musica ! Porta con sé quel germe del ‘moderno’ così come quel sapore di ‘cave’, di Village Vanguard e di naftaline jazz. Ha fatto quindi molto bene l’eccellente Roberta Brighi a dare una rinfrescatina alla ‘armolodia’, esperimento che non sarebbe certamente dispiaciuto ad Ornette.  Bel concerto davanti ad un pubblico un po’ infreddolito, e anche un po’ freddino, per una originalissima interpretazione del padre del Free Jazz.

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