Solidarietà

“L’isola che non c’era”: premiato il progetto de Il Timone

L'associazione novarese che si occupa di persone con disabilità vince il bando “Vivomeglio 2018” promosso dalla Fondazione CRT

Tutelare il benessere del bambino con disabilità per favorire l’autonomia e agevolare la partecipazione attiva alla vita sociale, nel rispetto della sua dignità. È questo l’obiettivo del progetto “L’isola che non c’era”, ideato dall’Associazione “Il Timone” di Novara, vincitore del bando “Vivomeglio 2018” della Fondazione CRT, per lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione di progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita e al benessere delle persone con disabilità.

L’Associazione Il Timone, nata nel maggio del 2015, è oggi un punto di riferimento per la città e il territorio di Novara per le persone con disabilità e le loro famiglie, offrendo attività socio-assistenziali, formative, terapeutiche, sportive, culturali e ricreative.

L’associazione, che conta circa 120 utenti, si avvale della collaborazione di numerosi volontari, oltre che di una squadra di educatori e professionisti esperti di psicologia, logopedia, neuropsicomotricità, pet-therapy, ginnastica, arte terapeutica, dizione, recitazione e tecnica vocale.

 

La Fondazione De Agostini ha fortemente voluto la nascita dell’Associazione Il Timone e la sostiene in tutte le sue quotidiane attività, realizzate negli spazi della sede di Via Giovanni da Verrazano 13, nella consapevolezza di quanto sia importante per il territorio novarese poter usufruire di servizi di qualità, finalizzati all’inclusione sociale, a favore delle persone più svantaggiate.

“L’isola che non c’era” propone diverse attività, rivolte in modo specifico ai bimbi con disabilità in età evolutiva, e offre agli utenti del territorio novarese opportunità terapeutiche, ludiche e di integrazione sociale, che si concluderanno a giugno 2019.

Psicomotricità, logopedia, acquaticità, spazio gioco, pet therapy e sostegno psicologico rappresentano il percorso pensato per rispondere ai bisogni dei bambini e del loro nucleo familiare. Con un’attenzione particolare alla famiglia, il progetto punta a garantire il diritto a una vita più serena, nella consapevolezza delle potenzialità e dei limiti del proprio figlio disabile, contemplando anche la prevenzione e la cura di possibili forme di disagio socio-familiare che coinvolgono i genitori e in modo allargato tutti i familiari.

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