Solidarietà

Fcn, bis al progetto di ‘pet therapy’ in favore delle disabilità

Nuova edizione, grazie al fondo Leo Rosanna e Giovanni Pagani costituito presso la Fondazione Comunità Novarese Onlus, per il progetto di Interventi Assistiti con gli asinelli a soggetti con disabilità. Un programma proposto stamane dall’Associazione L’Ontano alla Cà di Asu di Olengo (foto e video)

Il progetto ‘Gli amici ritrovati…un anno dopo’, istituito grazie al Fondo Leo Rosanna e Giovanni Pagani costituito presso la Fondazione Comunità Novarese Onlus, ripropone una serie di interventi assistiti con gli asinelli a soggetti con disabilità presso l’associazione L’Ontano alla Cà di Asu di Olengo. Nuova edizione, dunque, per il progetto ‘Gli amici ritrovati’, promosso dall’Associazione L’Ontano e reso possibile da una donazione di 19.900 euro da parte del Fondo Leo Rosanna e Giovanni Pagani costituito presso la Fondazione Comunità Novarese Onlus.

Interventi assistiti con gli animali in uno spazio di benessere dedicato a persone con disabilità e difficoltà intellettive o relazionali in cui l’animale s’inserisce in una triade, insieme all’utente e all’operatore, svolgendo una funzione di ‘facilitatore della comunicazione’ e rispondere all’esigenza di stabilire una relazione che restituisca spensieratezza, coinvolgimento, curiosità, desiderio di interagire. L’Associazione L’Ontano colma questa mancanza proprio attraverso gli Interventi Assistiti dagli Animali, definiti un tempo ‘pet therapy’, presentati stamattina alla stampa. Un percorso di 10 incontri, rivolti a gruppi di 5/6 utenti, della durata di un’ora circa a cadenza settimanale e gestiti dall’Equipe della Ca’ di Asu composta da psicoterapeuta, psicologo, educatore, coadiutore ed esperto di benessere dell’asino (video)

«I risultati del primo anno – commentano Elena Vezzù e Sonia Daghetta dell’Associazione L’Ontano – sono stati davvero incoraggianti dandoci la possibilità di coinvolgere diverse realtà associative novaresi. Tutte le associazioni hanno espresso il desiderio di poter proseguire il percorso anche quest’anno e siamo davvero felici di poterlo fare grazie alla donazione effettuata dalla dottoressa Rosanna Leo».

 

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Negli incontri si propongono attività di conoscenza e primo contatto con l’asino, osservazione del singolo asino e delle dinamiche del branco, conoscenza e manutenzione degli attrezzi di cura   quotidiana dell’animale, grooming (attività con spazzole, brusche, striglie ecc.), conoscenza del linguaggio corporeo dell’asino, esercizi di socializzazione ed educazione, foraggiamento, conduzione alla longhina in paddock libero o percorsi strutturati, momenti di interazione libera e non strutturata, giochi di  ‘attivazione mentale’. Tutte queste azioni permettono agli utenti, continuamente stimolati e motivati dall’interazione con l’animale, di ‘sperimentarsi’ come soggetti attivi e capaci di prendersi cura di un altro essere vivente».

Coinvolte le associazioni che hanno partecipato all’edizione precedente più nuove realtà del territorio novarese. Sono 10 in tutto: Anffas Borgomanero, Anffas Novara, Casa Nazaret, Raf Casalvolone, STH Galliate, STH Trecate ospiti proprio questa mattina, Centro Diurno Recetto, Coop Gea Novara, Coop Il Frutteto Novara, Villa Varzi Galliate. Alcune associazioni parteciperanno con un solo gruppo mentre altre hanno richiesto di poter coinvolgere un maggior numero di utenti.

«Abbiamo osservato sul campo la metodologia utilizzata durante la prima edizione del progetto – aggiunge Cesare Ponti, Presidente Fondazione Comunità Novarese Onlus – e siamo rimasti molto colpiti. I ragazzi che hanno a che fare con gli asini ne traggono benefici importanti e i risultati sono evidenti. E’ emozionante osservare l’alchimia che si crea tra l’utente, l’operatore e l’animale. La relazione funzione e favorisce l’autonomia e la presa di coscienza dell’altro. Per questo siamo stati molto felici della decisione della dottoressa Leo di seguire nuovamente in maniera così importante il progetto. E’ sicuramente una terapia di grande valore, che va sostenuta e diffusa il più possibile».

 

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