Solidarietà

Pedala diritto, il viaggio responsabile per la tutela dei diritti umani

L'idea è di tre ragazze novaresi: instancabili idealiste, curiose estimatrici delle culture locali, delle tradizioni popolari e di tutto quello che sta dietro ai visi delle persone che incontrano. La Voce le ha incontrate poco prima della partenza del prossimo viaggio

L’amore per i viaggi e il credo nel rispetto dei diritti umani e nella bellezza dell’umanità. Ilaria e Vincenza hanno ideato Pedala Diritto, un progetto che permette di andare direttamente a conoscere le tante realtà italiane (singoli, associazioni, famiglie, artisti e altro) che ogni giorno si impegnano per tutelare i diritti di ciascun individuo. Il tutto mettendo in luce le belle storie umane che animano il territorio e la cultura italiana.

Sono instancabili idealiste, curiose estimatrici delle culture locali, delle tradizioni popolari e di tutto quello che sta dietro ai visi delle persone che incontrano. In questo progetto sono ‘preziosamente affiancate’, come tengono a sottolineare, da Yuma che presta il suo sostegno e la sua professionalità di ingegnere elettronico, convinta che le tecnologie possano essere un’estensione dei valori etici e morali, in primis da parte di chi le produce.

La Voce di Novara le ha incontrate per farsi raccontare ogni minimo dettaglio.

Volete presentarvi?

«Siamo tre ragazze, Ilaria, Vincenza e Yuma, viviamo a Novara anche se abbiamo origini più o meno lontane, Ilaria ha addirittura origini venezuelane. Siamo accumunate da tante passioni, tra queste c’è quella per i diritti umani»

Cos’è il progetto Pedala Diritto e quali i suoi obiettivi?

«Pedala Diritto è un progetto di viaggio responsabile, che si popone di mettere in luce le realtà italiane  che ogni giorno lavorano per il rispetto dei diritti umani. L’idea è di mostrare quanta bellezza c’è in Italia anche sotto il profilo umano. Con questo obiettivo, nel mese di agosto, partiremo da Torino, nominata Shelter City 2019, per arrivare fino a Riace, testimone di una particolare esperienza di convivenza, fermandoci a visitare altre realtà simili lungo tutto lo stivale. Il viaggio verrà effettuato con mezzi di trasporto che rispettano l’ambiente, quindi in bici o, all’occorrenza, in treno»

Qual è il vostro rapporto con le due ruote?

«La bicicletta è per noi quasi una sconosciuta, non siamo cicliste e non siamo allenate. Insomma, questo viaggio è una sfida anche personale. In ogni caso non ci interessa la prestazione fisica ma far arrivare a più persone possibile il messaggio etico del viaggiare sostenibile»

Un’idea nata per caso, come molte altre poi risultate di grande successo, o frutto di una esperienza  più ragionata?

«L’idea è nata l’estate scorsa, durante una vacanza tra amiche in cui ci siamo soffermate a riflettere sulla qualità del nostro tempo libero e sul valore e la bellezza delle piccole realtà locali»

Chi e come può partecipare o far parte di Pedala Diritto?

«Per le associazioni o i singoli che in Italia si occupano di diritti, di ogni tipo, è possibile iscriversi al percorso entro il prossimo 14 luglio compilando la scheda ‘Partecipa’ presente sul nostro sito. Li inseriremo nell’itinerario e andremo a trovarli. Per i semplici curiosi e i sostenitori è invece possibile seguire il viaggio sul sito alla voce ‘Il percorso’ e raggiungerci per una pedalata insieme»

Come fare per contattarvi?

«E’ possibile in più modi: attraverso il sito https://www.pedaladiritto.it, oppure via email all’indirizzo info@pedaladiritto.it ancora direttamente sui social Instagram e Facebook»

Quali sono i programmi futuri dopo il viaggio?

«Rielaboreremo il materiale raccolto in una mappatura italiana dei diritti e prepareremo una guida interattiva di turismo responsabile»

 

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