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Sequestrata di nuovo

La storia infinita di una “bomba” ecologica

Ci vorranno almeno altri tre anni per arrivare concretamente alla chiusura definitiva della discarica di Ghemme. un vero e proprio oceano di immondizia in una delle zone più suggestive della provincia

Almeno altri tre anni. Con una spesa di almeno 8 milioni di euro. È questo l’orizzonte temporale ed economico in cui si dovrebbe concretizzare la chiusura definitiva della ex discarica di Ghemme, uno dei più colossali “mostri” ecologici realizzati negli anni passati sul nostro territorio. Un immenso oceano di immondizia nato e cresciuto in un periodo in cui un po’ dovunque in Italia si immaginava che l’unico modo di smaltire i rifiuti fosse quello di aprire enormi buche e buttarli dentro.

Una politica di cui oggi un po tutti paghiamo le conseguenze.

Il caso d Ghemme è esemplare: un impianto di grandi dimensioni (così come quello “gemello” di Barengo) che per quasi quarant’anni, considerato che la prima vasca è stata realizzata alla fine degli anni ’70, ha raccolto montagne di spazzatura; una gestione, quella di Daneco, spesso contestata e finita a carte bollate e tribunali; una serie infinita di guai dal punto di vista tecnico ambientale, come il più recente sversamento di percolati nell’area circostante; moltissimi problemi economici, come quello delle fidejussioni non escutibili da parte dell’ente pubblico.

Insomma, una storia maleodorante, non solo per l’oggetto in questione.

Di chiusura definitiva della discarica si parla ormai da qualche anno, ma anche questo percorso non è stato semplice. Ora, per usare l’espressione utilizzata dal vicepresidente della Provincia Giuseppe Cremona, forse si comincia a vedere una piccola luce in fondo al tunnel.

Infatti si è svolta ieri una conferenze dei servizi con tutti i soggetti interessati, che ha concordato un possibile percorso, approvando lo studio di fattibilità.

Anzitutto si provvederà in tempi brevi ad una copertura delle diverse vasche con appositi teli, per eliminare o ridurre fortemente l’infiltrazione di acqua piovana e di conseguenza riducendo il percolato. Questa misura tampone darà il tempo di procedere alla progettazione e all’affidamento dei lavori per la chiusura definitiva.

«Lo studio prevede – ha spiegato questa mattina alla stampa Cremona – un intervento di apporto di ulteriori materiali per rimodellare il profilo della discarica, secondo quanto già previsto dalla delibera del 2012. Verranno apportati circa 200.000 metri cubi di materiali, in particolare terre provenienti da bonifiche ambientali. Questo tipo di intervento sarà a sua volt classificato come bonifica, in modo da evitare l’applicazione dell’ecotassa».

I tempi previsti non sono brevi: deve essere redatto il progetto definitivo, poi bandita la gara per l’affidamento dei lavori, che successivamente saranno realizzati. «Parliamo – dice Cremona – di circa tre anni con un costo attorno agli 8 milioni. In questo modo la discarica sarà definitivamente chiusa. Da lì in poi comincerà la cosiddetta gestione “post mortem” che sarà almeno trentennale»

«Abbiamo fatto un piccolo passo in avanti – ha concluso Cremona – e concluso una tappa preliminare. Bisogna proseguire. Con la consapevolezza che storie come questa devono contribuire a rafforzare nei cittadini e nelle amministrazioni una nuova coscienza nella gestione dei rifiuti»

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