Salute Solidarietà

“Un percorso per tutti”, la riabilitazione nel giardino di viale Piazza d’Armi

Nella sede distaccata dell'Ospedale Maggiore è stata inaugurata un'area che permette ai pazienti con limitazioni funzionali di reinserirsi nel contesto sociale dopo la degenza in ospedale. Un progetto di Medicina fisica e riabilitativa, Lilt, associazione A.N.C.O.R.A. e Lions Host Novara

Una collaborazione tra il reparto di Medicina fisica e riabilitativa dell’Ospedale Maggiore, l’associazione A.N.C.O.R.A. e il contributo Lions Host Novara. “Un percorso per tutti”, questo il nome dell’area inaugurata stamattina nel giardino della sede distaccata di viale Piazza d’Armi, che permette ai pazienti con limitazioni funzionali di reinserirsi nel contesto sociale dopo la degenza in ospedale.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato il professor Carlo Cisari, primario di Medicina fisica e riabilitativa – è quello di prendere il paziente e rimetterlo nella società dove, però, sono presenti numerose barriere architettoniche: non solo per chi è in carrozzina, ma anche per le persone zoppicanti salire le scale, percorrere un vialetto ghiaioso o camminare su un terreno dissestato è un ostacolo drammatico. Abbiamo così deciso di costruire un percorso che riproducesse all’esterno un po’ tutti i principali ostacoli con cui i pazienti devono confrontarsi nella vita reale. Un progetto che è stato pensato anche in collaborazione con la Lilt e il reparto di oncologia in modo da favorire anche i pazienti oncologici nel reinserimento all’attività fisica. Per questo motivo, nella stessa area, abbiamo predisposto un “Percorso vita” dove questi pazienti, sotto la supervisione del fisioterapista, possano fare gli esercizi adeguati. Grazie, dunque, al Lions che ha fornito un consistente contributo per la realizzazione del progetto».

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«Noi ci occupiamo di prevenzione – ha spiegato la dottoressa Giuseppina Gambaro, presidente della Lilt – ma anche del reinserimento del malato nella società. La riabilitazione del paziente oncologico passa attraverso diverse fasi, tra cui anche la ripresa dell’attività fisica. Il progetto è importante soprattutto per le donne operate al seno che hanno bisogno di reimpostare tutta la loro vita;  ci sono studi che ci fanno sperare che una corretta riabilitazione oncologica potrà forse in futuro anche sopperire ad alcune terapie».

«Questo percorso nasce proprio con l’intento di dare una mano non solo a chi è in carrozzina o usa il deambulatore – spiega Roberto Toso, presidente di A.N.C.O.R.A. e ideatore dell’area – ma anche alle persone che usano il bastone o una stampella. Nei corridoi dell’ospedale, dove il pavimento è liscio, sembra tutto facile, poi però quando si esce per strada si incontrano mille difficoltà. Abbiamo, così, coinvolto i tecnici di “Novara alla pari” che si erano già occupati di altri progetti simili in Lombardia e abbiamo ideato qualcosa che potesse essere molto utile».

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