Salute

Ospedale Maggiore, chirurgia generale sempre più mininvasiva

Nel 2017 sono stati eseguiti 971 interventi di cui 441 di correzione di ernia della parete addominale, 65 di trattamento della cisti sacrococcigea e 239 in ambito proctologico. A breve saranno introdotte tecniche operatorie in regime ambulatoriale

La Chirurgia generale programmata dell’Ospedale Maggiore di Novara”, che ha sede a Galliate, si occupa da alcuni anni di chirurgia a bassa e media intensità in regime ambulatoriale di day hospital o di one day hospital con una notte di degenza. Questo orientamento ha portato la struttura, diretta dal dottor Carlo Bazzoni, a specializzarsi nella terapia chirurgica della patologia della parete addominale con eccellenti risultati qualitativi e quantitativi.

Particolare attenzione viene posta alla prevenzione del dolore cronico post-operatorio, problema insorgente in una percentuale di casi molto bassa ma potenzialmente invalidante per il paziente. I degenti, nell’ottica di un continuo miglioramento della qualità, vengono monitorati tramite interviste telefoniche e, se necessario, visite cliniche che vengono effettuate con tempistiche prestabilite dopo l’intervento, finalizzate ad osservare eventuali complicazioni a distanza.

Dei complessivi 971 interventi eseguiti nell’anno 2017 (esclusa l’attività ambulatoriale), 441 sono stati di correzione di ernia della parete addominale, con una netta prevalenza di ernia inguinale (347 casi). La Struttura presenta inoltre un’importante casistica di trattamento della cisti sacrococcigea (65 casi operati nell’anno 2017), patologia nella quale, da alcuni anni, è impegnata in uno studio multicentrico, coinvolgente 20 ospedali italiani e gestito dalla Società italiana di chirurgia colorettale, con l’obiettivo di confrontare i trattamenti chirurgici di tale patologia e valutarne pregi e difetti, oltre che costi e benefici, in termini clinici ed economici.

In ambito proctologico sono stati eseguiti complessivamente 239 interventi, mirati in larga parte alla terapia emorroidaria, con l’introduzione di tecniche miniinvasive e, a breve, di tecniche operatorie in regime ambulatoriale. Anche in questo caso l’istituzione di un ambulatorio dedicato e di un percorso diagnostico – terapeutico interno ha consentito di standardizzare il processo di diagnosi e cura, con evidenti benefici in termini di adesione al protocollo e soddisfazione del paziente.

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