Salute

Al Maggiore il primo trapianto renale in nord Italia con tecnica robotica

Una madre ha donato uno dei reni alla figlia affetta da un quadro di grave insufficienza renale cronica che la avrebbe condotta in breve tempo alla necessità di trattamento dialitico. L’intervento, tra i primi in Europa, è stato eseguito lo scorso 28 giugno utilizzando il sistema robotico Da Vinci Xi

Al Maggiore il primo trapianto renale in nord Italia con tecnica robotica. L’intervento, tra i primi in Europa, è stato eseguito lo scorso 28 giugno utilizzando il sistema robotico Da Vinci Xi. All’Aou di Novara, per la prima volta nel Nord Italia, un trapianto di rene con utilizzo del robot chirurgico da Vinci Xi. L’ospedale novarese è tra le prime strutture in Europa ad eseguire un trapianto renale con questo approccio.

I dettagli sono stati resi noti poco fa in Sala Consiliare del Maggiore. Una madre sessantasettenne ha donato uno dei reni alla figlia di 43 anni affetta da un quadro di grave insufficienza renale cronica che la avrebbe condotta in breve tempo alla necessità di trattamento dialitico.

Per l’intervento, eseguito dall’equipe di Urologia diretta da Alessandro Volpe in collaborazione col reparto di Chirurgia vascolare diretto dalla Carla Porta, è stato utilizzato il più moderno sistema robotico (da Vinci Xi) installato presso l’Aou di Novara per primo in Italia nel settembre 2014 e con il quale l’equipe urologica ha eseguito finora oltre 400 interventi.

Questo robot consente di eseguire operazioni complesse mediante sottili strumenti chirurgici che vengono inseriti attraverso piccoli fori praticati a livello addominale. Il trapianto è stato eseguito con successo e il decorso è stato ottimo, senza necessità di significativa terapia del dolore, con una precoce ripresa della diuresi ed un miglioramento significativo della funzionalità renale della giovane donna senza severe compromissione della funzionalità renale della mamma.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Il trapianto con approccio robotico rappresenta un’innovazione clinicamente molto significativa. Il Centro trapianti renali dell’Aou Maggiore di Novara, diretto dal prof. Vincenzo Cantaluppi, rappresenta una delle unità più attive in questo ambito a livello nazionale. Dal 1997 ad oggi, prima sotto la direzione del prof. Giuseppe Verzetti, poi con il prof. Piero Stratta, sono stati eseguiti circa 1300 trapianti, di cui circa 125 da donatore vivente con ottimi risultati in termini di sopravvivenza del rene trapiantato e di soddisfazione da parte dei pazienti. Negli ultimi anni la proporzione di trapianti da donatore vivente rispetto ai trapianti totali ha superato il 20%, raggiungendo gli standard dei paesi europei più virtuosi in questo settore.

«Ogni tentativo mirato a migliorare i risultati del trapianto renale risulta estremamente importante per valorizzare al massimo ogni donazione, in modo ancor più importante se eseguita da un donatore vivente – ha spiegato il professor Volpe – e la chirurgia robotica permette vantaggi in termini estetici, come la riduzione delle incisioni chirurgiche, ma soprattutto di qualità della procedura, ad esempio un minor trauma chirurgico ed elevatissima precisione delle suture, che si può riflettere in un più rapido decorso postoperatorio, in un ottimale miglioramento della funzione renale ed in una riduzione delle complicanze chirurgiche».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,