Salute

All’ospedale Maggiore arriva la nuova ‘Colon unit’

La nuova unità funzionale clinico-chirurgica interdivisionale, ad alta specializzazione, è finalizzata a migliorare le performance sulla patologia colon rettale, con un aumento dei volumi di attività e della fidelizzazione dei pazienti oltre a un miglioramento degli esiti di cura

L’Ospedale Maggiore di Novara ha recentemente istituito la ‘Colon unit’, una unità funzionale clinico-chirurgica interdivisionale ad alta specializzazione finalizzata a migliorare le performance aziendali sulla patologia colon rettale, con un aumento dei volumi di attività e della fidelizzazione dei pazienti, nonché con un miglioramento degli esiti di cura.

Un altro obiettivo è quello di sviluppare un team di chirurghi, in grado di utilizzare anche l’accesso robotico, oltre a quello laparoscopico, per il trattamento delle patologie dell’apparato digerente. La Colon unit prevede la partecipazione di personale del reparto di Chirurgia a direzione universitaria (Sergio Gentilli) e ospedaliera (Raffaele Romito) e gastroenterologia. Il coordinatore responsabile dell’unità è Pietro Occhipinti (direttore del reparto Gastroenterologia) mentre lo staff è composto dai chirurghi Paolo Bellora, Filadelfio Nicolosi, Giordana D’Aloisio e Luca Portigliotti.

 

 

 

L’istituzione della Colon unit è funzionale anche al progetto regionale sul miglioramento dei tempi di recupero postoperatorio, cui ha aderito l’Aou di Novara, una delle prime aziende piemontesi ad essere autorizzata dalla Regione Piemonte a partire con la prima fase di un progetto specifico fin da questo settembre. Il progetto (denominato ERAS) è incentrato sulla valutazione dei tempi di recupero postoperatorio in due tipi di chirurgia di eccellenza per la Aou: la chirurgia dell’ utero e appunto quella del colon.

Alla fine degli anni ’90, con il raggiungimento di età medie superiori a 80 anni, nei paesi più sviluppati, si è fatto via via strada in chirurgia il concetto che un più rapido recupero dopo un intervento chirurgico (meglio noto in chirurgia con l’acronimo inglese ERAS: Enhanced Recovery After Surgery) riducesse la mortalità e la morbilità correlate alle procedure chirurgiche e che quindi potesse influire anche sulla loro sostenibilità economica.

Il concetto di ERAS è applicabile a tutte le specialità chirurgiche, ma la diffusione e validazione delle metodiche nelle principali pratiche chirurgiche è stata ostacolata negli anni dalla non completa riproducibilità dei risultati tra ospedale e ospedale. Nessuna singola misura di esito infatti definisce completamente la performance di recupero postoperatorio, ma sono necessari molteplici parametri in ogni sua fase. Per questo motivo l’ assessorato alla sanità della regione Piemonte ha proposto questo importante studio regionale al fine di validare risultati e metodiche di ERAS nella realtà piemontese.

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