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Magic Basket Oleggio: un girone che non piace

Sette trasferte in Toscana, tre in Sicilia e due in Campania. La società oleggese, in un comunicato congiunto con Fulgor Omegna, Gessi Valsesia e Olimpo Basket Alba, esprime il totale disappunto in merito alle ipotesi del girone del prossimo campionato di serie B e ne richiede immediata revisione

In merito alle ipotesi dei gironi del prossimo campionato di serie B, emerse nell’ultimo consiglio direttivo Lnp tenutosi a Bologna, le quattro società piemontesi Fulgor Omegna, Gessi Valsesia, Oleggio Magic Basket e Olimpo Basket Alba hanno espresso il loro pieno disappunto con un comunicato congiunto. «Il girone A – si legge – potrebbe essere composto dalle nostre formazioni, da sette squadre toscane, tre siciliane e da una campana. Una scelta che non ci trova assolutamente d’accordo». I motivi, com’è facile intuire, sono di varia natura, da quelli logistico-organizzativo a quelli, ancor più pesanti, di ordine economico.

«Difficile, anzi impossibile potersi organizzare – spiegano i cinque club – si tratta di informazioni che possono compromettere tutta la stagione di società che iniziano la loro programmazione già prima della fine del campionato in corso. Non è corretto conoscerle solo dopo    che l’iscrizione al campionato di serie B è stato conclusa, quindi nell’impossibilità di rinunciare vista la scadenza iscrizione il 9 luglio e ufficialità dei gironi il 16  luglio. Sono ipotesi che devono essere comunicate in anticipo rispetto alle scadenze federali LNP, che rappresenta tutte le società di serie B e dovrebbe, prima di tutto, curare gli interessi delle stesse».

 

 

 

 

Poi, come anticipato, i costi. «Troppo elevati con viaggi aerei, mezzi di trasporto per gli spostamenti, pernottamenti e altro. Quattro trasferte così lontane (Sicilia e Campania) impegnano risorse economiche in cui la destinazione di voce nel budget non è stata assolutamente prevista, e a questo punto della pre-stagione diventa difficile recuperare nuove risorse economiche se non esercitando tagli ad altre spese e mettendo in grande difficoltà l’allestimento di roster all’altezza dei propri obiettivi. Mancherebbe equità nei costi da sostenere rispetto agli altri gironi. Anche se terzo campionato nazionale, quello di serie      B rimane una categoria dilettantistica. In quanto tale, la dirigenza e altre figure che ruotano intorno alla squadra come volontari e la loro mancata presenza queste lunghe trasferte metterebbe in seria difficoltà squadra e staff».

Infine, ma non da ultimo, il capitolo tifosi. «A nostro parere – concludono le società piemontesi – un altro grande problema. Da sempre siamo a lavoro per provare a riempire i nostri palazzetti, per coinvolgere tifosi o anche solo appassionati. Su quanti tifosi potremo contare in Sicilia o in Campania? Questo non è il modo di incentivare e dare visibilità al nostro movimento. Concordiamo sulla grande visibilità del campionato di serie B, che abbiamo l’onore di poter disputare, ma questo, crediamo, non debba essere motivo per non usare il buon senso nella costruzione dei gironi».

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