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Da Vespolate al Parlamento europeo per un messaggio anti povertà

Ancora una volta l'ambasciatore di One, Tommaso Rossotti, è partito per Bruxelles con altri 30 giovani provenienti da tutta Europa per incontrare gli eurodeputati esortandoli a sottoscrivere una dichiarazione di intenti in supporto alla lotta contro la povertà estrema

Nei giorni scorsi Tommaso Rossotti, 23enne, attivista locale e giovane ambasciatore One, ha fatto visita al Parlamento europeo con altri 30 giovani di tutta Europa per incontrare eurodeputati di diversi gruppi politici.

Ancora una volta il giovane originario di Vespolate è sceso in gioco per solidarietà. I giovani attivisti anti-povertà, infatti, erano a Bruxelles per un messaggio ben preciso: esortare i membri del Parlamento europeo a sostenere maggiori investimenti nella cooperazione allo sviluppo e a sottoscrivere una dichiarazione di intenti in supporto alla lotta contro la povertà estrema.

 

 

Attraverso la firma della dichiarazione, la classe politica europea si è impegnata a garantire che l’Ue mantenga le sue promesse nei confronti dei più poveri del mondo con la prospettiva di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030. Quasi un terzo dei membri del Parlamento europeo ha appoggiato la campagna dei Giovani ambasciatori One. Se formassero un gruppo, i 201 eurodeputati firmatari supererebbero in numero il Partito Popolare Europeo (PPE), attualmente il gruppo politico più grande formato da 182 eurodeputati.

Nella loro azione contro la povertà estrema e per un mondo più equo, i Giovani Ambasciatori di ONE godono dell’appoggio dell’opinione pubblica: come dimostrato da un recente sondaggio condotto dall’Ue, l’86% dei cittadini europei crede, infatti, che sia importante sostenere le persone nei paesi in via di sviluppo.

«Credo sia fondamentale – ha detto il giovane Rossotti – che i neoeletti europarlamentari agiscano fin da subito per relegare la povertà estrema al passato. Sette cittadini europei su dieci pensano che l’Unione europea debba fare dell’aiuto ai paesi più poveri una sua priorità: è una questione di giustizia, non di carità. Vogliamo un mondo, in cui nessuno sia lasciato indietro, e in cui tutti possano realizzarsi al meglio. In questi mesi, le voci di noi giovani si stanno facendo sentire sempre di più: se il futuro è nostro, vogliamo avere un posto al tavolo dove si prendono le decisioni, e assicurarci che le nostre priorità siano al centro dell’agenda politica. Gli europarlamentari sono dalla nostra parte, spero che anche le altre istituzioni europee siano altrettanto coraggiose».

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