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Cifa e Amnesty: laboratorio per genitori, è il secondo in Italia

L'esperimento pilota è stato sperimentato solo a Palermo per ora. Si tratta di un metodo per avvicinare i giovani al mondo degli adulti e dei famigliari

Galliate sarà il secondo comune in tutta Italia, dopo Palermo, a ospitare un laboratorio che parla di discriminazione e discorsi d’odio rivolto anche ai genitori.

 

 

L’appuntamento è fissato per lunedì 18 novembre dalle 18 alle 20 all’oratorio della città grazie a Cifa Onlus in collaborazione con Amnesty International. Il laboratorio appartiene al più ampio progetto «#Io rispetto» organizzato proprio dalle due associazioni e rivolto ai giovani. Tra i 10mila studenti delle scuole secondarie di primo grado, per un totale di 120 città coinvolte, sono stati protagonisti anche gli alunni della media di Galliate con sei classi. I ragazzi, cui è stato presentato il progetto un anno fa da Emanuele Russo, capo progetto “#Io rispetto” per Cifa Onlus, coordinatore italiano della Campagna Globale per l’Educazione e Presidente della Sezione Italiana  di Amnesty International, hanno lavorato un intero anno con i loro insegnanti. E ora si troveranno ad analizzare il percorso insieme ai genitori. «Se il dialogo con i propri figli durante la scuola primaria è florido, lo stesso non succede quando si comincia la scuola media, anzi si inizia ad avvertire una certa distanza, – spiega Russo – con questi tipi di laboratorio cerchiamo di creare un punto di contatto quando si affrontano tematiche come i discorsi d’odio appunto». Nel progetto di Cifa il kit prevedeva anche alcune tovagliette per la colazione da far utilizzare ai ragazzi insieme alla loro famiglia per parlare del progetto, con questo laboratorio si arriva davvero alla concretezza. «Genitori e figli analizzeranno insieme il percorso degli studenti, – continua Russo – per ragionare sulla consapevolezza dell’impatto che ha questa tematica. È un modo di stare con i propri figli ed entrare di più nel loro mondo. E’ un’iniziativa pilota che speriamo possa prendere piede».

E’ stato proprio Russo a presentare il progetto a Galliate: «I ragazzi in questa fascia d’età sono portati a pensare che gli adulti non siano in grado di capirli, è una scusa che tutti noi abbiamo adottato, ma c’è una grande differenza. Noi avevamo gli stessi mezzi dei nostri genitori, i giovani di oggi sono nativi digitali e se si guardano indietro non vedono comunque un passato come quello che hanno avuto i loro genitori. E’ importante però capire che se il mezzo è diverso, il risultato è lo stesso, perché l’essere umano è sempre uguale, il bullismo o il cyberbullismo non cambiano la prospettiva». Al laboratorio sono stati invitati tutti i genitori degli alunni che hanno partecipato al progetto e la risposta di adesione è stata positiva.

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