Bellinzago Provincia

Bellinzago, l’opposizione: «Il sindaco intimidisce i dissidenti»

Secondo i consiglieri di ViviAmo Bellinzago alcuni cittadini che avevano manifestato posizioni critiche sull'amministrazione scrivendo post su Facebook sarebbero stati convocati in municipio e sottoposti a un "pressing" del tutto ingiustificato

La storia, in sintesi, è questa: alcuni cittadini di Bellinzago Novarese nei mesi scorsi hanno pubblicato sulle pagine di Facebook, alcuni post critici rispetto all’operato all’attuale amministrazione comunale. NIente di particolarmente grave, nè di straordinariamente inusuale. In un tempo di forte invasività dei social network, è normale che il dibattito e la critica politica anche a livello locale trovino casa nell’universo delle reti.

«Invece – spiegano i consiglieri del gruppo di minoranza ViviAmo Bellinzago – è accaduto qualcosa di gravissimo e senza precedenti da parte del sindaco Giovanni Delconti, e di alcuni suoi colleghi di lista dell’Idea per Bellinzago».

In pratica, spiegano i consiglieri, alcuni cittadini autori dei post critici, avrebbero ricevuto la visita della polizia locale nella loro abitazione. Motivo della visita, una convocazione in Municipio

«Inutile – spiega Fabio Sponghini -chiedere il motivo della chiamata. I cittadini hanno dovuto recarsi in Comune. E qui hanno potuto scoprire non senza assoluto stupore, i reali motivi della convocazione: il sindaco voleva parlare dei  post “incriminati”».

«Durante questi incontri durati anche tre, quattro ore – proseguono i consiglieri di minoranza – il cittadino si è trovato davanti non solo il sindaco, ma anche assessori o consiglieri comunali di maggioranza oltre agli stessi vigili presenti per l’intera durata della “riunione”»

«Noi di ViviAmo Bellinzago – aggiungono i consiglieri – oltre a essere indignati per un ingiustificato atteggiamento coercitivo verso persone che non hanno fatto nulla di male se non esprimere il loro parere sull’operato dell’attuale amministrazione comunale attraverso una pagina social, vogliamo che queste modalità di azione non vengano più portate avanti. Per questo siamo pronti a denunciare al prefetto quanto accaduto e a preparare un’interrogazione in Consiglio Comunale dove il sindaco dovrà darci delle spiegazioni».

«Non vorremmo essere costretti a pensare – conclude Sponghini – che, consapevole del fallimento del proprio mandato amministrativo e avvicinandosi la data del suo termine, il sindaco stia cercando di intimidire i cittadini per ridurre i commenti negativi e fare propaganda elettorale. Che la campagna elettorale sia ormai partita è certo, ed anche lecito e fisiologico. Se il gruppo di maggioranza e il sindaco vogliono colloquiare con le singole persone le incontrino al bar, per strada, a casa loro e consegnino tutto il materiale necessario: chiediamo e pretendiamo che non usino le risorse pubbliche per i propri scopi personali o di lista».

  1. E’ gravissimo, ma cosa gli è venuto in testa al sindaco? Ha mandato la polizia municipale, ma è folle? Non ci credo quasi.

  2. Aldo Dal Passo

    Da non credere, veramente inaudito, speriamo si ravvedi.

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