Politica

Un “navigatore” per orientarsi nella nuova legge elettorale

Come funziona il "Rosatellum bis" (nella versione approvata alla Camera il 12 ottobre e in attesa del passaggio al Senato

Il “Rosatellum bis” al momento è un disegno di legge approvato il 12 ottobre scorso dalla Camera dei deputati e in attesa dell’esame al Senato (DDL 2941). Tutti gli osservatori ne prevedono una veloce trasformazione in legge. Ci saranno poi (dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) 30 giorni a disposizione del Ministero dell’Interno per definire confini e seggi dei collegi.

Il testo approvato delinea un sistema elettorale misto, maggioritario per eleggere il 36% dei membri di ciascun ramo del Parlamento e proporzionale per il restante 64%. I partiti possono coalizzarsi.

COLLEGI E SEGGI
Alla Camera 231 seggi (a cui si aggiunge quello della Valle d’Aosta) sono assegnati con i collegi uninominali maggioritari. I restanti 386 seggi sono assegnati nei collegi “plurinominali” proporzionali, la cui estensione comprende uno o più collegi uninominali collegati: in ciascun plurinominale sono eletti da 3 a 8 deputati. Altri 12 seggi sono quelli esteri. Il “Rosatellum” ha già suddiviso il territorio nazionale in 28 Circoscrizioni.

Al Senato i collegi uninominali sono 109 (a cui si aggiungono quello della Valle d’Aosta e i 6 del Trentino-Alto Adige) e i restanti 193 senatori italiani usciranno dai collegi plurinominali, in cui sono eletti da  2 a 8 senatori. Altri 6 sono eletti all’estero. In Italia le Circoscrizioni sono 20, una per regione.

LISTE E COALIZIONI
In ogni collegio plurinominale ogni lista potrà presentare da due a quattro candidati (“listini bloccati”, i cui nomi compariranno sulla scheda accanto al simbolo del partito). Le stesse liste possono collegarsi in coalizione con altre esprimendo un unico candidato comune per il collegio uninominale (il cui nume comparirà sulla stessa scheda). E’ richiesta la rappresentanza di genere ed è posto un limite alle candidature in più collegi: è nulla la candidatura in più di un collegio uninominale e in più di 5 collegi plurinominali.

SBARRAMENTI ED ELETTI
Nei collegi uninominali il sistema maggioritario dice che è eletto il candidato che prende più voti (a parità vince il più giovane).

Per il metodo proporzionale la ripartizione dei seggi alle liste avviene su base nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato. È prevista una soglia di sbarramento su base nazionale del 3% per le liste, e del il 10% per le coalizioni (in cui almeno una lista deve aver superato il 3%). Sono esclusi dal computo dei voti i partiti che non superano l’1%.

Dopo le operazioni degli uffici elettorali, ripartiti i seggi spettanti in ciascun collegio plurinominale alle liste aventi diritto, sono eletti i candidati secondo l’ordine di presentazione.

LA SCHEDA
La scheda è unica: una (rosa) per la Camera e una (gialla) per il Senato.

Con un solo segno (ad esempio sul simbolo del partito) si può votare sia per il candidato del collegio uninominale che per i candidati del plurinominale proporzionale. Non è previsto il voto “disgiunto” (segno su un partito e segno sul nome di un candidato all’uninominale di altra coalizione) che viene considerato nullo. In caso di segno sul solo nome del candidato all’uninominale, il voto è valido per lista e candidato. Se è supportato da una coalizione di più liste, questi voti saranno ripartiti proporzionalmente fra di esse.

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