Politica

«Toninelli è arrogante e cinico e vuole favorire gli “amici” politici»

L'assessore al welfare della Regione Piemonte a testa bassa contro il governo che ha arbitrariamente tagliato le risorse destinate al Piemonte per l'edilizia popolare

Chi lo conosce sa bene che Augusto Ferrari non ama i toni alti e le polemiche feroci, e preferisce sempre il ragionamento e i discorsi pacati.

A farlo uscire totalmente dagli schemi a cui ci  ha abituato ci ha pensato il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che Ferrari non esita a definire «arrogante e cinico».

Il tema è quello del riparto delle risorse per il programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Fondi importanti, destinati a interventi rilevanti sulle condizioni delle case popolari.

Lo scorso 26 luglio la Conferenza delle Regioni aveva consegnato al governo uno schema di ripartizione dei fondi, «frutto – spiega Ferrari – di due mesi di intenso lavoro tra le regioni che, pur partendo da punti di vista diversi, avevano raggiunto un equilibrato compromesso. Al Piemonte, secondo quello schema, erano destinati 38 milioni di euro: una cifra che non copre l’intero fabbisogno che avevamo fissato a 46 milioni di euro, ma che in una logica di equilibrio tra tutte le Regioni, era accettabile. Pochi giorni dopo il ministro, il 31 luglio ha inviato alle Regioni una nuova tabella sovvertendo radicalmente le precedenti impostazioni, non tiene in alcuna considerazione l’Intesa raggiunta. E al Piemonte destina solo 25 milioni di euro».

«Il Ministro Toninelli – attacca Ferrari – si è reso responsabile di un atto senza precedenti: ha modificato la tabella con il riparto delle risorse sulla base di un nuovo decreto, che le regioni non hanno potuto discutere e che pare presenti anche alcuni dubbi di legittimità. È un atto di arroganza e di cinismo, in cui prevalgono sui doveri istituzionali ragioni di opportunità politica, tese a favorire alcune regioni politicamente affini»

Un comportamento che Ferrari considera «lesivo del principio di leale collaborazione  che da sempre caratterizza il rapporto Stato-Regione e che va di fatto a vanificare il ruolo delle Conferenze costituendo un precedente gravissimo nei rapporti tra le Istituzioni.
Le  risorse sono state assegnate da Toninelli in difformità dalle finalità per le quali le medesime risorse sono state richieste. La proposta  omette passaggi procedurali rilevanti e atti assunti dallo stesso Ministero, favorisce fabbisogni futuri non ancora rilevati e approvati dal Ministero a danno di fabbisogni già rilevati e approvati che hanno costituito l’esatto presupposto per l’approvvigionamento dei fondi».

Una posizione dura, che ieri l’assessore Ferrari ha presentato  in Conferenza delle Regioni e in Conferenza Unificata, a Roma.

La battaglia è appena cominciata

  1. Mario Chinello

    Non mi sorprende per niente questo fatto, è il palese tentativo di sgomberare dall’agenda politica ogni accordo istituzionale originato dal precedente governo. Si capisce la fobia su ciò che è già stato deciso; quello che non si capisce è se l’ineffabile pseudo ministro lo sa o invece, come sembra essere, non capisce una vera mazza!

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