Politica

«Tagliare Enne3 è una scelta politica e non un obbligo di legge»

Il direttore dell'incubatore d'impresa, Lorenzo Lener commenta l'ipotesi di cessione delle quote da parte del Comune di Novara

Tra le società entrate nel “mirino” dell’amministrazione comunale di Novara come possibile oggetto di applicazione del cosiddetto “Decreto Madia” sulla pubblica amministrazione, c’è Enne3, l’incubatore di impresa costituito alla fine del 2009 da Università del Piemonte Orientale, Finpiemonte SpA, e da un “gruppo” di soggetti novaresi con Associazione Industriali, Camera di commercio, Comune e Provincia di Novara.
Se Palazzo Natta, con l’incerta sorte delle Provincie ha già deciso di cedere la sua quota, ora è il Comune di Novara che ipotizza di uscire dalla compagine societaria di Enne3.
Come ha sottolineato l’assessore al bilancio Silvana Moscatelli nel corso della commissione che si è tenuta ieri, giovedì 12 ottobre, questa partecipazione non riveste carattere strategico per il Comune, e quindi ricade obbligatoriamente nella “tagliola” del decreto Madia. Una interpretazione che il direttore dell’incubatore, Lorenzo Lener, presente alla riunione della commissione, ha garbatamente contestato. «Gli altri due partner pubblici di Enne3 – ha detto Lener durante il dibattito ed ha confermato a lavori conclusi – cioè l’Università del Piemonte Orientale e Finpiemonte, finanziaria della Regione, hanno valutato d poter considerare esclusa l’applicazione del decreto al caso dell’incubatore. Credo che si possa dire che non si tratta di un obbligo, ma di una scelta».
Il direttore ha anche ricordato che la partecipazione del Comune al capitale sociale di Enne3, che ammonta a circa il 10% di un totale di 400.000 euro, deriva da una sorta di “joint venture territoriale”, dei soggetti pubblici novaresi. Se il Comune si sfila, dice in sostanza Lener, si mette a rischio il radicamento territoriale dell’incubatore.
Una realtà, va ricordato, che in questi anni ha costituito una risposta innovativa al tema della creazione di lavoro, specie giovanile, attraverso la creazione di impresa- In otto anni Enne3 ha costituito 32 società, poco più della metà delle quali sono ancora al suo interno, mentre le altre camminano ormai con le proprie gambe, con alcuni casi di considerevole successo. Meno del 10% sono le imprese che non ce l’hanno fatta: solo tre su trentadue sono state liquidate.
Una realtà “leggera” ma efficace, con i conti in ordine, non certamente un “poltronificio”.
Sarà il Consiglio Comunale di lunedì 16 ottobre a decidere se attivare o meno il percorso verso la liquidazione della quota del Comune all’interno della società. Una scelta – sembra dire in sostanza il direttore Lener – stretta tra vincoli legislativi e opzioni politiche, su cui è opportuno riflettere molto bene

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