Politica

Regione, minoranze: «L’urgenza della convocazione non sussiste»

Secondo i rappresentanti di Pd, Luv, Lista Monviso e Moderati «con un solo giorno di anticipo siamo stati chiamati a presentarci un aula solo per favorire la parte politica della maggioranza». Il consigliere Rossi: «E’ il regolamento che definisce le regole del gioco. La destra questo non lo capisce e confonde il fatto di aver vinto le elezioni con la possibilità di fare ciò che vuole»

E’ trascorso meno di un mese dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale e, a quanto pare, sembrerebbe già venuto meno quella sorta di “patto di non belligeranza”, se addirittura di “collaborazione”, fra maggioranza e minoranza tanto auspicata dal neo governatore Alberto Cirio.

Il perché hanno cercato di spiegarlo i gruppi di centro sinistra a Palazzo Lascaris con un comunicato dove hanno ricostruito, dal loro punto di vista, quanto accaduto in aula nelle ore precedenti. Tutto comincia alle 10.25 di ieri quando i consiglieri, hanno spiegato i rappresentanti di Pd, Luv, Lista Monviso e Moderati, «ricevono una convocazione per le 10.30 di oggi (giovedì, ndr)». In base al regolamento interno del Consiglio l’assemblea può essere convocata “in casi di particolare urgenza” anche solo 24 ore prima. Per le minoranze queste condizioni non sussisterebbero, ma piuttosto sarebbe stata compiuta una “forzatura” da parte del presidente leghista Stefano Allasia, che avrebbe favorito la sua parte politica in occasione di una discussione su un ordine del giorno del consigliere di Fratelli d’Italia Maurizio Raffaello Marrone sul tema del divieto del libero scambio.

 

 

«Ci tocca ricordare – hanno scritto ancora i consiglieri di opposizione – che anche noi dobbiamo essere messi nelle condizioni di esercitare il nostro diritto. Finora, purtroppo, abbiamo visto solo un gruppo di imitatori di Salvini, che passano il tempo ad appendere striscioni sulle facciate dei palazzi, dare in escandescenza e battere i pugni».

«E’ il regolamento che definisce le regole del gioco, come in tutte le istituzioni – ha voluto aggiungere personalmente il consigliere novarese del Pd Domenico Rossi – Quello di tutelarsi dalla tirannia della maggioranza. La destra questo non lo capisce e confonde il fatto di aver vinto le elezioni con la possibilità di fare ciò che vuole». Poi quasi un “appello” al presidente della Giunta Alberto Cirio: «Forse non è lui a decidere la rotta. Non vorrei nei prossimi cinque anni vederlo spettatore, insieme a noi, delle tensioni tra le forze che compongono una maggioranza a forte trazione leghista».

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