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Provincia, scontro sempre più aperto: «Il bilancio non sarà ridepositato»

Il presidente Besozzi replica all'opposizione sul mancato quorum dell'assemblea dei sindaci: «Parere non vincolante, ma dal peso politico significativo. I consiglieri presentino gli emendamenti». Intanto la prossima seduta potrebbe essere convocata per il 26 giugno: ecco gli scenari possibili se il documento finanziario non venisse approvato

Besozzi

Il bilancio «non verrà ridepositato, perchè non vogliamo paralizzare l’ente e prestare il fianco a chi ha dimostrato di non avere il minimo interesse per il bene del territorio e le esigenze dei sindaci. Inoltre non c’è alcuna giustificazione amministrativa per farlo». Il presidente della Provincia di Novara Matteo Besozzi replica con un secco diniego alla richiesta dei consiglieri di opposizione, basata anche sulla recentissima scoperta che l’assemblea dei sindaci dello scorso 8 giugno ha votato a favore, ma senza raggiungere il quorum deliberativo (di 182.780 cittadini rappresentati) per farlo. Il destino di 2,8 milioni di euro per interventi, anche urgenti, nelle scuole superiori del territorio è sempre più un punto interrogativo mentre lo scontro sul documento finanziario di previsione è sempre più aperto.

Da sin. Bertone, Sibilia e Maggeni della lista La Provincia dei Comuni

«Il consigliere Enrico Bertone, che ha rilasciato delle dichiarazioni (alla Voce di Novara, ndr) stigmatizzando quello che a suo parere è il mancato quorum dell’assemblea dei sindaci – prosegue Besozzi – sa perfettamente che l’Assemblea esprime un parere non vincolante, ma con un peso politico molto significativo. Per avviare la discussione dell’Assemblea servivano un terzo dei sindaci e un terzo degli abitanti rappresentati. 43 sindaci sono intervenuti assicurando il quorum per avviare la seduta (quorum strutturale, diverso da quello deliberativo, che la Legge Delrio fissa a 121.853 cittadini rappresentati, ndr), nonostante il tentativo di boicottaggio delle minoranze, che hanno fatto telefonate per dissuadere i sindaci dal partecipare, e nonostante il comportamento dei consiglieri De Grandis, Piantanida, Crivelli e Sibilia che venerdì scorso erano sulla porta di Palazzo Natta a verificare sindaci presenti e assenti, comportamento spiacevole e poco elegante che molti hanno notato».

La seduta del 7 giugno: i consiglieri di opposizione abbandonano l’aula

L’opposizione si è arroccata sulle proprie posizioni critiche, legate a investimenti ritenuti insufficienti sul fronte della sicurezza stradale. Ma secondo la Provincia c’è ancora la possibilità di presentare degli emendamenti, che potrebbero essere approvati in un consiglio successivo a quello dedicato al bilancio. Per questo Besozzi sollecita il consigliere Bertone, presidente della Commissione bilancio, «sempre solerte», a «convocare la Prima commissione dove si potrà entrare nel merito».
Intanto il prossimo consiglio per la discussione del bilancio – dopo quello del 7 giugno, saltato perché l’opposizione ha lasciato l’aula facendo mancare il numero legale – potrebbe essere convocato per martedì 26 giugno.
Se per quella data non venisse trovata una quadra sull’approvazione, gli scenari plausibili saranno tre: il Ministero potrebbe nominare un commissario ad acta per la sola approvazione (e Besozzi, subito dopo, tornerebbe a fare il presidente), oppure Besozzi potrebbe approvare il bilancio per decreto; se invece si arrivasse allo scioglimento del consiglio, Besozzi rimarrebbe comunque in carica fino a ottobre e i sindaci del territorio sarebbero chiamati a votare il rinnovo dell’assemblea.

Al di là delle posizioni politiche delle parti in questione, questa situazione è figlia della Legge Delrio, che ha avviato l’abolizione degli enti Provincia in tutta Italia, ma rimasta monca con la bocciatura del referendum sulla riforma costituzionale. Il percorso si è interrotto a metà e oggi la Provincia di Novara si ritrova in una situazione paradossale, con la compagine reggente composta da 4 consiglieri (Allegra, Noro, Zanzola e Cremona), mentre l’opposizione ne ha 8 (divisi in 4 gruppi). Così perché per la normativa il presidente resta in carica 4 anni, mentre il consiglio viene rinnovato ogni 2. A metà mandato della presidenza Besozzi Novara e Trecate (i Comuni più numerosi e con maggiore peso elettorale sulla partita) hanno visto salire al potere due sindaci di centrodestra e il centrosinistra ha perso il proprio vantaggio numerico in consiglio. Una tipica vicenda all’italiana.

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