Politica

«Pericoloso parlare di mafia a sproposito. E pericoloso anche il silenzio»

Il Gruppo Pd al Comune di Novara stigmatizza l'indifferenza del sindaco Canelli a proposito di uno striscione che paragonava l'Atc alla mafia esposto alla manifestazioni dei comitati spontanei degli inquilini

Uno striscione inaccettabile. Esposto in una manifestazione a cui hanno partecipato due consiglieri comunali di maggioranza oltre ad esponenti di Casa Pound. Il Gruppo del Partito Democratico al Consiglio Comunale di Novara torna ad accendere i riflettori sulla recente manifestazione dei Comitati spontanei degli inquilini Atc e dei proprietari ex Case Popolari davanti alla sede Atc.

«Nella manifestazione – dicono i consiglieri comunali – è apparso uno striscione con la scritta Atc=Mafia. Durante la seduta della Commissione Consiliare è stato chiesto al Sindaco Canelli di prendere le distanze da questa affermazione inaccettabile ma il Sindaco non ha dato risposta lasciando cadere questa richiesta».

Per i rappresentanti del Pd quello del sindaco è un atteggiamento «inaccettabile».

«La mafia – si legge in un comunicato del Gruppo – è una precisa organizzazione criminale che opera in Italia per violare le leggi con la violenza, l’omicidio, la corruzione per la quale sono previste leggi repressive, organi di polizia specializzati, misure di prevenzione e repressione particolarmente severe. Ora l’Atc è oggetto nelle sue decisioni e nei suoi dirigenti di contestazioni che finché rimangono nella dialettica democratica sono legittime e rispettabili ma non possono essere utilizzate per fare denigrazione gratuita e aumentare la confusione che fa solo il gioco della vera Mafia purtroppo presente ed operativa anche al Nord».

I consiglieri Dem ricordano che «spesso la parte politica a cui appartiene il Sindaco ha lamentato il fatto che si utilizzasse il termine “mafia” a sproposito. Questo è uno dei quei casi, perché non c’e nessuna indagine giudiziaria sull’attività dell’Atc né ora né in un recente passato».

«Ci sentiamo quindi – conclude il Gruppo Pd – di richiamare tutti, a partire dal Sindaco, ad una maggiore vigilanza sull’uso del linguaggio e dei toni che devono essere sempre responsabili anche nei momenti di maggiore asprezza del confronto sociale e politico».

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