Politica

Pd: per il dopo-Gariglio cresce la fronda del Piemonte 2

Dopo lo schiaffo delle elezioni i segretari delle province orientali al lavoro per costruire una proposta politica comune e una candidatura alla segreteria regionale

C’è chi come il segretario delle federazione di Vercelli Gian Paolo De Domincis ha scelto il gesto dimostrativo e “drammatico” delle dimissioni. C’è chi come il segretario novarese Sergio De Stasio preferisce la paziente tessitura di un disegno comune che porti ad un risultato concreto.

Ma sta di fatto che in questi giorni vorticosi del dopo 4 marzo nel Pd piemontese sta crescendo forte e sempre più visibile una vera e propria fronda del Nord Est.

Sull’onda della rabbia per gli schiaffoni ricevuti in sede di composizione delle liste elettorali, e, soprattutto, dei conseguenti risultati, i segretari delle federazioni provinciali del Piemonte Orientale (Novara, Vercelli, Biella, Verbania e Asti e Alessandria) stanno dando corpo ad un progetto che mira a riequilibrare in modo deciso i rapporti di forze tra i dem subalpini.

Non si può più andare avanti – ragionano i segretari – con un partito piemontese tutto focalizzato sull’asse Torino-Cuneo. È un modello che ha fatto il suo tempo, e che nelle elezioni del 4 marzo ha prodotto di fatto la cancellazione di ogni rappresentanza per tutte le province più “esterne” che, ad eccezione dell’ossolano Enrico Borghi, non hanno più un presenza parlamentare.

L’obiettivo a cui i segretari stanno lavorando con discrezione è chiaro: fare massa critica, muoversi in modo coordinato, per arrivare a proporre una candidatura condivisa alla segreteria regionale.

I “tessitori” di questa ipotesi politica si sono già dati un appuntamento che probabilmente sarà fissato in agenda subito dopo la prossima riunione della direzione regionale.

«Stiamo provando a costruire – dice alla Voce uno dei segretari provinciali  – un patto che prescinda dalle appartenenze alle tradizionali aree interne al partito, ma che sia basato su una visione territoriale».

Un percorso non facilissimo, soprattutto perchè diversi dei segretari del Piemonte Orientale sono stati “grandi elettori” di Gariglio nella scorsa tornata congressuale. Quindi essenziale sarà capire quale atteggiamento avrà il segretario uscente per capire se questa ipotesi potrà fare strada.

Di sicuro c’è che l’iniziativa assunta dai segretari del “Piemonte esterno” interpreta nel migliore dei modi il sentimento della maggior parte degli iscritti di questi territori, per i quali mai come in occasione delle ultime elezioni Torino è stata matrigna.

Difficile dire se questa ipotesi potrà fare strada. Ma di sicuro sotto la Mole non si potrà ignorarla. E chi ha filo, tesserà.

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