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Pd e 5 Stelle si sposano al Governo. E a Palazzo Cabrino?

Nel frattempo il consigliere regionale Domenico Rossi attende dal nuovo ministro della Salute il via libera definitivo al nuovo ospedale

Il Governo Conte bis o, come lo ha definito qualcuno, Conte 2.0, è stato varato. Ed esultano, seppur con sfumature diverse tanto i “pentastellati” quanto i “dem”. Mentre il deputato oleggese (e sottosegretario uscente allo Sviluppo economico) del Movimento 5 Stelle Davide Crippa si è limitato a pubblicare la composizione della nuova compagine ministeriale, Mario Iacopino, capogruppo a Palazzo Cabrino, che già nei giorni scorsi aveva manifestato ottimismo circa una soluzione positiva della crisi con il varo di questo nuovo Esecutivo, non nasconde la sua personale soddisfazione, preceduta da una staccata decisamente avvelenata nei confronti del leader del partito sino a pochi giorni fa suo “alleato”: «Finalmente ci siamo liberati di Salvini! – ha detto – E’ stato varato un Governo che ora potrà continuare nel suo percorso di riforme per il bene del Paese». E sui ministri? «Sono contento il particolar modo per Fabiana Dadone (la parlamentare cuneese alla quale è stata affidata la delega alla Pubblica amministrazione, ndr). E’ una piemontese che conosce tra l’altro molto bene la realtà del nostro territorio e che, ne sono sicuro, farà del suo meglio in questo suo nuovo incarico».

 

 

Soddisfazione (con parole quasi simili) è giunta anche dal suo omologo del Partito Democratico Rossano Pirovano: «Siamo fiduciosi e speranzosi che questo Governo possa davvero lavorare nel campo delle riforme; e poi impegnarsi per la diminuzione della pressione fiscale, per la diminuzione del numero dei parlamentari e per il varo di una nuova legge elettorale. Sì – ha ammesso ancora – questo Governo nasce per impedire il desiderio di Salvini di andare al voto con un sistema non avrebbe tra l’altro garantito stabilità. Non c’erano altre alternative». Un Governo, per Pirovano, che, tra le altre cose, dovrà lavorare per recuperare il tempo perduto: «Ci lasciamo alle spalle quattordici mesi di nulla. Peccato, perché potevamo arrivarci quattordici mesi fa… E’ un Governo che potrà durare sino alla fine della Legislatura. Ai cittadini – ha concluso – chiediamo solo tempo e pazienza».

Da più parti si sta valutando se questo “accordo” sino a qualche settimana fa impensabile fra M5s e Pd su base nazionale possa trasferirsi in qualche modo anche a livello locale. Una possibilità che ha “stuzzicato” non poco i nostri interlocutori: «Ho la massima stima dei miei colleghi “dem” che siedono che Consiglio comunale di Novara – è stata “l’apertura” di Iacopino – Vedremo. In politica tutto può succedere, nessuno avrebbe immaginato quello che è successo solo qualche settimana fa».

Più realista e ragionato il pensiero di Pirovano: «Adesso non ci sono le condizioni, in vista dell’appuntamento con le amministrative del 2021 chissà… Molto dipenderà da quello che riuscirà a fare questo Governo. Se Conte e i suoi nuovi ministri riusciranno a concretizzare il programma è lecito pensare a qualcosa di simile anche a livello novarese. Vedremo».

Osservatore attendo in merito alla formazione del nuovo Governo, con un particolare interesse nei confronti di chi sarebbe andato a occupare la “casella” del Dicastero della Salute è stato anche il consigliere regionale Domenico Rossi: «Sono stato coloro che hanno sostenuto la necessità di una forte discontinuità rispetto al precedente Ministero – ha detto il consigliere regionale novarese del Pd – Di fronte all’elenco dei ministri (con l’esponente di LeU Roberto Speranza che ha sostituito la “pentastellata” Giulia Grillo) non posso registrare che segnali positivi, così come il mio partito ha saputo investire su competenze e rinnovamento nelle figure dei nuovi ministri De Micheli e Provenzano. Il mio augurio è quello che il neo ministro Speranza porti con sé la possibilità di sbloccare l’iter per la Città della Salute di Novara. La Regione dovrà fare la sua parte, cominciando dalla prossima riunione della Commissione Sanità in programma lunedì».

 

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