Politica

Novara, maggioranza “allargata” approva il bilancio

Dopo quasi nove ore di Consiglio comunale mercoledì 27 arriva il sì al documento contabile di previsione e la giunta Canelli trova anche il 23° sì di Daniele Andretta

Novara, maggioranza “allargata” approva il bilancio. Dopo quasi nove ore di Consiglio comunale mercoledì 27 arriva il sì al documento contabile di previsione e la giunta Canelli trova anche il 23° sì di Daniele Andretta. Del resto è stata un’intera giornata di feeling, visto che l’unico emendamento approvato di quasi quaranta presentati dalle minoranze è stato proprio quello del capogruppo di “Io Novara”. E lo stesso Andretta, intervenuto anche a sostenere la posizione contraria motivata dalla giunta su altro emendamento del Pd, ha poi dichiarato il voto favorevole finale motivandolo all’interno di «un percorso che è in itinere e si rafforza, verso il modello di centrodestra, di area liberalpopolare, come chiedono i nostri elettori, non quello del governo gialloverde che dà un’impostazione sbagliata al Paese». E se pure «questo non è un nostro ingresso in maggioranza, ma il consolidamento di un rapporto leale e schietto nel sano principio della corretta amministrazione, secondo un modello che vale anche a livello provinciale, regionale e per nuove sfide elettorali». Chiarissimo.

Per il resto l’andamento della seduta si è snodato in modo quasi scontato, anche nel continuo rimpallo tra maggioranza e Partito Democratico sulle eredità, le responsabilità e i condizionamenti derivanti dal passato.

INNALZATA LA QUOTA ISEE
La seduta è iniziata con l’approvazione (senza voti contrari) dell’innalzamento della quota Isee da 7500 a 8300 euro. «Una modifica – ha spiegato l’assessore al socioassistenziale Franco Caressa – che darà luogo a nuove esenzioni e consentirà nuove agevolazioni ai meno abbienti». E se il capogruppo Cinquestelle Mario Iacopino ha proposto di valutare i parametri rispetto al nuovo reddito di cittadinanza, dal Pd Rossano Pirovano ha affermato: «Noi avevamo proposto una mozione in tal senso e fu bocciata, ora dopo un anno vi attivate e la fate vostra. Spiace». I due gruppi si sono così astenuti. L’assessore al bilancio Silvana Moscatelli ha voluto precisare che «nel 2018 quella mozione era irricevibile perché avrebbe dato luogo a due trattamenti diversi nello stesso anno».

Voto, finalmente, anche sulla delibera relativa a Iuc e Tari (la tassa rifiuti aumentata dello 0,98%) che non era passata nella scorsa seduta poiché la maggioranza era andata sotto. Si sono riproposti illustrazione e dibattito. Sara Paladini (Pd) ha ammesso che «si tratta di pochi euro in più ma non si può silenziare visto che egualmente per pochi euro in meno avevate suscitato titoloni sui giornali due anni fa con la riduzione del 2%. Piuttosto si poteva intervenire per riequilibrare e dare più equità alle aliquote». E se dal Pd è ancora venuta l’accusa della mancanza di una strategia per la gestione dei rifiuti, Moscatelli ha replicato: «La nostra è quella di andare alla tariffa puntuale perché solo riducendo l’indifferenziato si possono contenere i costi. Si farà nuova sperimentazione nel quartiere Sud ma preceduta da un lavoro preparatorio e informativo. Si potrà avviare sull’intera città solo facendola contemporaneamente su tutto il comune».

 

IL DIBATTITO SUL BILANCIO
Dopo l’illustrazione del bilancio curata dall’assessore Moscatelli, ad aprire il dibattito l’ex sindaco Andrea Ballarè che vede «un bilancio piatto che non spinge la città in avanti, non vi sono interventi che segnino un cambio di passo. Avete fatto delibere che erano già pronte. Il sindaco è fortissimo a parlare, ma è come se fosse su un altro pianeta. Gli operatori economici dicono che Novara non è attrattiva. Invece Milano si sviluppa. Il quadro è negativo, non si può essere ottimisti».

Di parere opposto il leghista Flavio Freguglia: «Da presidente della commissione bilancio ho visto il grande lavoro fatto. Ci sono 9 milioni di trasferimenti in meno ma si garantiscono i servizi in eguale quantità». Il collega di partito Claudio Strozzi, invece, contrattacca: «Ci sono Nostradamus e Cassandre che vedono tutto nero, ma voi non portate soluzioni. Con noi si avviano le manutenzioni non fatte da chi ci ha preceduto e ora critica. Anche le opportunità di lavoro arrivano grazie a questa amministrazione».

Per il Movimento 5 Stelle è Cristina Macarro a sottolineare che «il Dup e il bilancio sono due mondi diversi: il primo dice che cosa si può fare ma è un libro dei sogni. Lodevole la messa a norma delle scuole, ma la legge è del 1992 quindi le responsabilità ricadono su molte giunte precedenti: ora si fa solo perché sono intervenuti i vigili del fuoco. Male non aver voluto il teleriscaldamento allo Sporting che avrebbe fatto risparmiare davvero. Manca lo sguardo alla mobilità sostenibile e alla riqualificazione urbana».

Per il collega Iacopino «occorre intervenire in modo strutturale sul piano Musa mentre “quota 100” è una grande occasione per assumere personale giovane qualificato».

Pirovano, dal Pd, interviene per sottolineare che «è un bilancio che non mantiene le promesse fatte agli elettori» e sottolinea alcuni problemi. «Alla polizia locale e per gli asili nido manca personale ma si può assumere: in ballo c’è la sicurezza della città e 250 bambini in lista d’attesa. Fate solo annunci e promesse, come le pistole elettriche, i “taser”, per poi scoprire che non ci sono i soldi».

Ma il sindaco non ci sta e, infine, interviene in modo accalorato. «Il Dup scollegato? Ci sono progetti che si possono maturare – afferma Alessandro Canelli – a prescindere dal bilancio ad esempio attivando risorse di privati. Stiamo concretizzando le promesse elettorali con un ordine di priorità che parte dall’occupazione e segue un cronoprogramma preciso. Per attrarre investimenti abbiamo fatto un lavoro lungo e faticoso che darà frutti nel tempo». Quindi conclude: «nell’ultimo triennale di Ballarè c’erano 18 milioni di investimenti, in questo nostro ce ne sono 132! Sono soldi veri, al netto delle alienazioni. E voi – ha concluso rivolto all’opposizione Pd – di cosa venite qui a parlare? Questa è la differenza tra noi e voi».

Il pomeriggio è infine segnato dalla discussione dei numerosi emendamenti: quelli del Pd volti a dare attuazione, con l’utilizzo dei fondi dall’alienazione delle quote Cim, anche a progetti considerati dalla stessa amministrazione; quelli dei Cinquestelle orientati ad una contrazione della spesa attraverso una riduzione dei gettoni di presenza di consiglieri e giunta. Per tutti il netto “no” della maggioranza.

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