Politica

Pd, colpo di scena: il novarese fa un passo indietro

Lucia Annibali, l'avvocato sfregiata con l'acido dall'ex fidanzato catapultata in cima al listino proporizionale. "Slittano" Borghi e Biondelli. Gariglio; «Una candidatura di scorrimento»

Già non sono bastate le palpitazioni dell’altra notte. Ci voleva anche il colpo di scena finale. Il “romanzo” delle liste Pd per le elezioni del 4 marzo è un vero e proprio giallo a tinte forti.

L’ultima svolta inattesa del risiko è questo: per placare l’ira del guardasigilli Andrea Orlando che non aveva gradito la candidatura nel collegio di Sassuolo, Matteo Renzi lo ha spostato capolista al proporzionale a Parma. Qui era collocata l’avvocato Lucia Annibali (nella foto), la donna simbolo della lotta contro la violenza sulle donne che nel 2013 fu sfregiata con l’acido da due uomini. Mandante, l’ex fidanzato Luca Varani, avvocato anche lui.

E dove è stata spostata la Annibali? Capolista nei due listini proporzionali del Piemonte, compreso quello del Piemonte 2.

L’effetto immediato è lo slittamento indietro di una posizione di Enrico Borghi e di Franca Biondelli, che finiscono al secondo e al terzo posto. Stessa sorte a Torino per il segretario regionale Davide Garglio sceso al numero due

Nel Pd novarese la notizia ha ovviamente provocato più di un mal di pancia. Il tema della rappresentanza del territorio, già messa in discussione dalla compilazione delle liste così come si presentava ieri, oggi è fonte di vere e proprie arrabbiature.

A placare, almeno parzialmente, gli animi, un ulteriore controllo delle liste pubblicate sul sito nazionale del Pd: Annibali è rimasta candidata nell’uninominale a Parma, che viene considerato un collegio “blindato” (l’avvocata è sostenuta anche dal sindaco ex M5S Federico Pizzarroti) e nei listini proporzionali in Abruzzo e a Vicenza. In particolare quest’ultimo collegio ha nei sondaggi una percentuale più bassa di quella del Piemonte2 e pertanto sarebbe il collegio per il quale Annibali nel caso non fosse eletta a Parma dovrebbe obbligatoriamente optare.

Il segretario regionale Gariglio ha definito quella dell’avvocata una “candidata di scorrimento” utile anche a riequilibrare sul piano nazionale il rapporto uomo-donna.

Alla fine quindi tutto rimarrà come prima. Forse.

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