Politica

Nella buona e nella cattiva sorte…

Nel giorno dei bilanci e dell'orgoglio per l'amministrazione Besozzi, Giuseppe Cremona annuncia: «Per me niente "coabitazione" con Binatti. Lascio anch'io il 31 ottobre»

Con un colpo a sorpresa, unico momento non scontato di una conferenza stampa di fine mandato per l’amministrazione provinciale assolutamente prevedibile nei toni e nei contenuti, Giuseppe Cremona sale sulla ribalta e annuncia: «Per me non ci sarà nessuna coabitazione con il prossimo presidente. Io mi dimetto il 31 ottobre».

Uno scatto di orgoglio che ha diversi significati. Anzitutto, come ha sottolineato lo stesso Cremona nel suo intervento, esprime una critica forte alla scelta (definita «scellerata»)  compiuta dal ministero degli interni di indire elezioni “a due stadi”, prima – a fine ottobre – con il rinnovo del presidente e poi – a gennaio – con le elezioni per il consiglio. Poi manifesta la preoccupazione che la “revanche” del centrodestra possa trascinare nel gorgo della polemica politica un ente che di tutto ha bisogno meno che dei veti incrociati e delle contrapposizioni ideologiche. E infine, ultimo ma non ultimo, lega indissolubilmente le due figure, quella di Besozzi e quella di Cremona, che in questi quattro anni sono stati spesso sovrapponibili o intercambiabili. E  qualcuno, non senza una buona dose di malizia, ha fatto notare come il presidente “vero” sia stato quasi sempre Cremona, tessitore politico e uomo macchina indispensabile.

Quindi, come recita il celeberrimo brocardo latino, “simul stabunt, simul cadent”. E il 31 ottobre così accadrà. Per la cronaca, a rilevare per i due mesi fino al secondo tempo delle elezioni il seggio di Cremona sarà Marco Uboldi, consigliere comunale del Pd di Trecate

Per il resto oggi a Palazzo Natta è andata in scena la celebrazione della buona volontà.

Perchè a questa amministrazione provinciale, come a tutte le altre in Italia in questi anni, è toccato in sorte di gestire un momento di straordinaria difficoltà. Una transizione che non portava a nulla, governata da una legge pensata per essere transitoria, in una situazione economica più che precaria, in cui solo il generoso impegno personale e, appunto, la buona volontà, hanno consentito di portare a casa quel poco che si poteva portare a casa.

Lo hanno ricordato i consiglieri delegati, richiamando alla memoria le questioni di cui si sono occupati, dal dimensionamento scolastico alla lotta ai cinghiali, dai progetti sull’inclusione sociale alle questioni ambientali come la chiusura definitiva della discarica di Ghemme, dalle peripezie per garantire il minimo sindacale di manutenzione alle strade, al tentativo di risolvere i tanti problemi dell’edilizia scolastica: Milù Allegra, Stefano Zanzola e Laura Noro, insieme allo stesso Cremona hanno davvero fatto quello che era possibile fare.

Ora si chiude. Il 31 ottobre Federico BInatti farà il suo ingresso a Palazzo Natta. Poi due inutili mesi di convivenza tra il nuovo presidente e il vecchio consiglio. E in gennaio il rinnovo dell’assemblea.

I volonterosi salutano e se ne vanno.

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