Politica

«La testa dell’addetto stampa in cambio del voto sul bilancio»

A Palazzo Natta i consiglieri di centrodestra, ricompattati dopo due anni di divisioni, "inchiodano" Besozzi con una richiesta che il presidente definisce «Un vile ricatto». La seduta va a vuoto. Incertezza sul futuro.

Sono le 15,31 di un caldo (non solo per la temperatura atmosferica) martedì di giugno. Ad un’ora e un minuto dall’orario di convocazione del consiglio provinciale, l’aula di Palazzo Natta è ancora vuota. Seduto al suo posto il presidente Matteo Besozzi chiama a raccolta la sua “giunta”, e chiede alla segretaria generale di fare l’appello. Il numero legale non c’è, perchè tutti gli otto consiglieri del variegato (finora) fronte di centrodestra rimangono fuori dall’aula. La seduta è sciolta. Il bilancio resta ancora nel limbo.

È l’epilogo di una giornata molto convulsa, in cui si sono susseguite riunioni e contatti, scontri e tentativi di conciliazione.

Sul tavolo la proposta formulata unitariamente dai consiglieri Bertone, Meggeni e Sibilia (La Provincia dei Comuni), Leoni e PIantanida (Lega Nord), Marcassa e Crivelli (Forza Italia) De Grandis (Fratelli d’Italia): una sorta di “maxiemendamento” al bilancio, che recuperando complessivamente poco più di 100.000 euro dalla spesa corrente, proponeva alcuni aggiustamenti nei capitoli degli investimenti, tutti nel settore delle manutenzioni stradali.

«Abbiamo dato la nostra disponibilità – ha spiegato Besozzi alla stampa subito dopo la chiusura della seduta – ad accettare la maggior parte delle proposte di taglio e rimodulazione. Tranne in un caso».

Il punto inaccettabile per il presidente è la richiesta di licenziamento anticipato” dell’addetto stampa, Roberto Conti. Il centrodestra chiedeva l’interruzione del rapporto di lavoro a decorrere dal 1 agosto, generando un risparmio per le casse dell’ente nel 2018 di poco più di 20.000 euro.

«È un ricatto vile, una proposta irricevibile – scandisce Besozzi – che rispediamo al mittente».

«Nulla di personale – replicano all’unisono i consiglieri di centrodestra – ma solo la considerazione che la Provincia è in condizioni tali da non potersi permettere un addetto stampa da 50.000 euro al’anno»

Lo scontro si è rivelato insanabile, nonostante gli estremi tentativi di mediazione, portati avanti in particolare dai consiglieri Allegra e Cremona.

La mancanza del numero legale e la mancata adozione del bilancio getta di fatto la Provincia di Novara in un gorgo di indeterminatezza. Nessuno, ad oggi, è in grado di dire quali percorsi possano essere intrapresi. «Quello che è certo – commenta amaramente Besozzi – è che gli undici milioni di euro che avevamo di disposizione per intervenire su strade e scuole non potranno essere spesi. Con le conseguenze che è facile immaginare».

La questione è finita in tempo reale su tavolo del Prefetto Francesco Paolo Castaldo, che, alla vigilia della pensione, dopo aver ascoltato le ragioni di entrambe le parti, si trova a dover gestire una patata bollente non da poco.

Un dato politico appare comunque evidente: dopo quasi due anni di collaborazione che ha garantito al Pd di conservare la guida dell’esecutivo provinciale, la rottura consumatasi tra Besozzi e il gruppo “civico” della “Provincia dei Comuni” ha di fatto spinto quest’ultimo nelle braccia di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un nuovo  fronte che non a caso ha virato prepotentemente di bordo, scegliendo di tirare al bersaglio grosso, e individuando come obiettivo l’addetto stampa che – è cosa nota a tutti – è legato al presidente oltre che da un rapporto professionale anche da un consolidato sodalizio politico, tanto da essere stato indicato dallo stesso Besozzi come componente della segreteria provinciale del Pd, organismo da cui si è più recentemente dimesso, dopo la “querelle” sulla revoca della fiducia al segretario organizzativo Giuseppe Genoni.

Cosa accadrà ora nessuno lo sa. Il gruppo del Pd conferma la disponibilità alle variazioni di bilancio richieste, ma salvaguardando la posizione di Conti. Il centrodestra dichiara disponibilità a votare il documento finanziario se la sua richiesta verrà accolta.

Lo stallo è totale e l’orizzonte è sempre più nebbioso. E strade e scuole aspettano inutilmente un minimo di manutenzione….

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