Politica

La Lega va alla guerra. Contro i poveri e le coop di accoglienza

Marnati: «Ventinove mendicanti davanti ai supermercati». Canelli: «Le cooperative non fanno rispettare le regole». Cosa accadrà ai richiedenti asilo "pizzicati"? Impaloni: «Finiranno per strada e non di certo rimpatriati». E la Cgil attacca il Comune per l'uscita dallo Sprar

Sono in ventinove. Saranno tanti? Saranno pochi? Per il sindaco Alessandro Canelli e il capogruppo della Lega Matteo Marnati sono certamente un “esercito del male” da combattere in ogni modo. Stiamo parlando delle persone che, stando a quanto riportato in un comunicato stampa diffuso dalla Lega novarese nella serata di ieri, costituirebbero il totale di coloro che (citiamo testualmente dalla nota stampa) «stazionano davanti ai supermercati e richiedono l’elemosina in maniera costante e insistente».

Ventinove, che secondo il capogruppo della Lega, sarebbero stati contati ed identificati «grazie al lavoro minuzioso ed efficace del Comando di Polizia locale». «Su ventinove persone identificate – prosegue Marnati – ventiquattro provengono dalla Nigeria, due dal Marocco, uno dalla Liberia, uno dal Senegal e uno dalla Romania».

Secondo il comunicato «la stragrande maggioranza di questi hanno la residenza presso strutture gestite da cooperative sociali che avrebbero il compito di assisterli e dar loro da mangiare. Molti infatti risultano essere richiedenti asilo, altri, invece, hanno il permesso di soggiorno e i restanti hanno la carta d’identità italiana».

Conclusione del capogruppo del Carroccio: «le cooperative non sanno gestire i richiedenti asilo: nonostante i trentacinque euro messi a loro disposizione».

Un concetto su cui nello stesso comunicato ritorna anche il sindaco Alessandro Canelli. <<Il monitoraggio  – commenta – dimostra che le cooperative non controllano il rispetto delle regole da parte dei propri ospiti, nonostante questi abbiano preso l’impegno a non chiedere l’elemosina e nonostante gli impegni assunti durante una riunione che si è tenuta qualche mese fa in Prefettura con i responsabili delle strutture d’accoglienza».

«In effetti – spiega la consigliera del Pd Elia Impaloni – in quella riunione il Prefetto chiese alle cooperative di inserire nel regolamento di gestione dell’accoglienza in divieto di accattonaggio. Cosa che è stata fatta. Il problema è che qualora il regolamento venisse applicato in modo letterale, i “colpevoli” sarebbero esclusi dai programmi di accoglienza, ma non perderebbero lo status di richiedenti asilo. In pratico rimarrebbero tutti sul territorio, ma per strada e non più accolti nelle strutture. E non credo che questo sia un risultato gradito nemmeno al sindaco».

«È la solita retorica della Lega sugli immigrati», aggiunge il consigliere Pd Rossano Pirovano. «Si addita solo un problema e non lo si risolve mai. Per esempio il sindaco non ha dato seguito all’impegno, previsto in modo chiaro nel decreto Minniti, di allestire iniziative di integrazione e socializzazione per i richiedenti asilo».

«Canelli si lamenta – conclude il capogruppo Pd Andrea Ballarè – ma, come abbiamo sottolineato nei nostri interventi in sede di discussione di bilancio, ha abbandonato il sistema Sprar, che non solo garantiva risorse per gestire l’accoglienza, ma consentiva anche al Comune di esercitare un ruolo, di essere protagonista, anche di imporre modalità e scelte. Inutile lamentarsi dei Centri di Accoglienza straordinari gestiti dalle cooperative dopo aver deliberatamente scelto di delegare tutto il problema dell’accoglienza alle cooperative».

Sulla scelta dell’amministrazione di rinunciare ai progetti Sprar è intervenuta anche la Camera del Lavoro di Novara, esprimendo «il proprio rammarico». «Come Cgil – si legge in una nota – affermiamo con convinzione che il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati sia lo strumento da prediligere nella gestione e accoglienza dei Rifugiati, dal momento che permette un’accoglienza diffusa, di qualità (personale formato), trasparente (rendicontazioni chiare) basata su numeri e spese contenute. Ulteriore fonte di preoccupazione – conclude la nota del sindacato – risulta inoltre essere la riduzione delle risorse destinate all’accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati»,

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